Page 276 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1861-1914) - Atti 24-25 settembre 2002
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micidiali" il "traffico delle navi aeree sul suo cielo" diverrebbe "difficile (e for-
se impossibile)" (29). Questa lezione non fu compresa, portando l'ltalia a diveni-
re il secondo maggior utilizzatore di dirigibili al mondo dopo la Germania.
Dai problemi riscontrati con la Flottiglia Aviatori Volontari discende proba-
bilmente la diffidenza espressa in dicembre da Douhet nei confronti di tale cate-
goria di persone.
"Aviatori militari potrebbero ritrarsi dagli Ufficiali di Complemento o del-
la M:r. ed anche da volontari, ma occorrerà in ciò usare una grande prudenza
e sopra tutto garantirsi in qualche modo la disponibilità di tale elemento per
un tempo sufficiente. Aprendo le scuole di Aviazione militare il tali elementi si
otterrebbe certamente una grande affluenza, ma è da prevedersi che gli ele-
menti stessi, una volta sbollito il primo entusiasmo, non essendo legati in alcun
modo alla famiglia militare sfuggirebbero facilmente. Il Comando del Batta-
glione studia tale questione, che è molto interessante in quanto che essa può
fornire le basi della costituzione di ulla riserva aviatoria, e farà a suo tempo
proposte concrete" (30).
Sotto il profilo tecnico, la necessità di effettuare le ricognizioni con ae-
rei biposto trovò universale accettazione, da Montù a Douhet. La posizione
espressa nel marzo 1912 dal pri mo: "Ritengo pertanto che se apparecchi ad
un posto debbono mantenersi soprattutto per la esplorazione atmosferica e
per le grandi ricognizioni di massima, viceversa per la vera e propria ricogni-
zione occorrono apparecchi a due posti almeno nei quali possa prendere po-
sto quell'ufficiale che più sia adatto allo scopo [ ... ]" (31), fu generalizzata in
dicembre dal secondo: "La maggior parte degli apparecchi saranno biposti,
l'eccezione l11onoposti" (32).
In senso più ampio, l'esperienza libica circa i requisiti dell'apparecchio
militare ideale si può riscontrare tanto nell'elenco douhettiano degli aerei pre-
feriti dagli aviatori (monoplani Blériot, Bristol e Nieuport; biplani Maurice
Farman) (.B) quanto nella specifica alla base del successivo concorso militare
del 1913.
Douhet comprese subito l'importanza di sfruttare il pionieristico impiego li-
bico per fare accettare l'aviazione all'ambiente militare. Questo lo portò ad una
(29) Mcmoria, cit., p. 124.
(3 O) G. \)ouhet, Scritti I, p. 24 I.
(31) c:. Montù, cit., p.II O.
(32) G. l)ollhct, Scritti I, p. 239.
(.13) G. DOllhet, Scritti I, p. 23iì.

