Page 264 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1861-1914) - Atti 24-25 settembre 2002
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impiego allora esistenti. A Tripoli, Bengasi, Tobruk e Derna fu schierata l'avia-
zione, come allora si usava indicare il più pesante dell'aria, ovvero l'aeropla-
no. In Tripolitania operò l'aeronautica, ovvero il più leggero dell'aria, con
due dirigibili, mentre un terzo fu impiegato brevemente in Cirenaica. Non
mancarono neppure gli aerostati, che avendo debuttato in Eritrea dal dicem-
bre 1887 al maggio 1888 potevano vantare circa un quarto di secolo di uso
militare italiano.
L'attivo impegno degli aviatori raccolse il plauso senza riserve delle supe-
riori autorità, espresso in forme più o meno tacitiane. Se il 7 dicembre 1911 il
capo di stato maggiore dell'Esercito, generale Alberto Pollio, indirizzava al co-
mandante del Corpo cii spedizione in 1ì'ipolitania e Cirenaica, generale Carlo
Caneva, il sintetico telegramma 5286: "Sarei gratissimo V.E. se volesse espri-
mere mia sincera ammirazione agli ufficiali aviatori pel loro coraggio tranquil-
lo e cosciente e per la loro abilità", Caneva lo amplificava considerevolmente:
"Ai valorosi compagni nostri, i quali, con fede pari all'ardimento, hanno - pri-
mi nel mondo - percorso le vie dell'aria fra i turbini dei proiettili nemici, a que-
sti benemeriti esploratori, che affrontando i pericoli di uno strumento non ancora
sicuro, tanti preziosi elementi hanno saputo raccogliere per la condotta delle
operazioni, giunga ora, per i l meritato premio cieli 'alta lode ricevuta, l'eco del-
la soddisfazione mia e delle truppe tutte, che dalle trincee ogni giorno ne salu-
tavano con grida di ammirazione i voli superbi" (2).
Con comprensibile orgoglio per il primato della sua aViaZione militare, la
storiografia aeronautica nazionale si è soffermata sulle vicende del 1911-12 con
diverse opere (3), tutte sostanzialmente tratte dalla Relazione sulla campagna di
(2) Il telegramma di Pollio e l'amplificazione di Caneva in Comando del Corpo di spe-
dizione in Tripolitania e Cirenaica, ordine del giorno 44,8 dicembre 1911, in AUSSME, L8,
b. 224, fasc. 2.
(3) Ufficio Storico dell'Aeronautica Militare (ma Ercole Morelli), Cronistoria dell'Aero-
nautica Militare Italiana, voI. III-VI (Roma, Rivista Aeronautica, 1928-29; 2" ediz., 1970-73);
Ufficio Storico dell'Aeronautica Militare, I primi voli di guerra ileI mOl/do (Roma, 1951; ]'l
ediz., 1961); Vincenzo Lioy, "Cinquantennio dell'aviazione italiana", in Rivista Aeronautica,
marzo 1959, p. 376-382 (d'ora innanzi citato come Lioy); Angelo Lodi, Il periodo pioJ1ieristi-
co de//'Aerol/autica Militare Italiana, 1884-19/S (Roma, Rivista Aeronautica, 1961); id., Sto-
ria delle origini dell'Aeronautica Militare, 1884-1915 (Roma, Bizzarri, 2 vol., 1976-77). Purtroppo
Mario Cobianchi, un veterano della Flottiglia Aviatori Volontari Civili di Dema, non completò
mai La prima aviazione militare in guerra (Libia 1911-19/2), terzo volume della prevista serie
sulla storia del volo in Italia dell'Editoriale Aeronautico.

