Page 283 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1861-1914) - Atti 24-25 settembre 2002
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"DATI' ALI AI.I.A PATRIA" - NAZIONALlSlvlO l'INDUSTRIA ... 267
I voli compiuti dal capitano Moizo e dal tenente Gavotti fino al Garian e a
Tarhuna rimarranno memorabili. Ma, a nostro giudizio, più notevole fu la fre-
quenza e la regolarità dei voli, e ciò sebbene, con inconsueta persistenza, per
quasi tutto l'inverno soffiasse a Tripoli \1n vento fortissimo. I ris\1ltati pratici
dei voli degli aeroplani furono inestimabili. Infatti, i generali italiani furono
informati regolarmente del movimento e dell'entità delle forze nemiche. Il ter-
ritorio fra la costa e la montagna fu esplorato con ogni cura e ne furono fatti
degli schizzi, certe carte e certe fotografie, prese dagli aviatori italiani durante
i combattimenti, bastano a provare la loro meravigliosa abilità" (.'i).
L'arma aerea assurgeva, dunque, a strumento bellico che appariva sempre
più indispensabile e necessario nelle guerre future. L'interessamento, dunque, per
l'aviazione, proprio per l'esempio successivamente, in Germania.
In Francia, infatti, sin dal gennaio del 1912 un gruppo di membri del parla-
mento, guidato dal deputato di Parigi Giuseppe Venais, aveva presentato una
proposta di legge "relativa all'aumento delle truppe destinate all'aviazione mili-
tare, alla loro ripartizione e alla creazione dei centri di aviazione" (6). Tale pro-
posta, prontamente raccolta dalle autorità governative francesi, venne sopravan-
zata dall'iniziativa del ministro della Guerra francese Millerand che aveva chie-
sto al parlamento transalpino ventidue milioni e mezzo di franchi di crediti per
l'aviazione militare durante il 1912. "La Preparazione", analizzando tale iniziati-
va, ne delineava le finalità: "Saranno acquistati 222 n\1ovi aeroplani secondo i
tipi riconosciuti migliori nel recente concorso di Reims. Tali aeroplani saranno
individualmente assegnati ai singoli piloti che saranno impiegati in caso di mobi-
litazione e gli \1fficiali non li aclopereranno in tempo di pace che per regolarli e
mantenerli in ottimo stato. Per tutti gli altri servizi ordinari saranno adoperati
gli aeroplani già in uso che superano il numero di 250 [ ... ] Si calcola che in
pochi anni il numero degli aeroplani di mobilitazione, ripartiti fra le fortezze ed
i corpi d'armata supereranno il migliaio, ma la tendenza è di averne 2 o 3 mila e
potere così avere una azione preponderante contro l'eventuale nemico per
disturbare e ritardare la sua mobilitazione. I crediti saranno certamente votati,
perché la corrente dell'opinione pubblica è straordinariamente favorevole allo
sviluppo della locomozione aerea militare, nella quale si vuole mantenere alla
Francia il primato. Si voleva anzi da più parti che il Ministro chiedesse per
(5) A. Lodi, Storia delle origil/i dell'aerol/alltica lI1ilitare /884-/915. - Aerostieri dirigi-
!Jilisti aviatori dell'esercito e della Mari/w il/ Italia nel periodo pirJllieristico, voI. I, Roma,
Edizioni Bizzarri, 1976, p. 176.
(6) Francia. - Per l'increlllelito dell'aviazirJlle lIIilitare, in "La Preparazionc" dci 20-21
gcnnaio 1912.

