Page 301 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1861-1914) - Atti 24-25 settembre 2002
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"DATE  ALI  ALLA  l'ATRIA'' - NAZIONALISMO  E  INDUSTRIA  ...          285

            Le  affermazioni  del  quotidiano  romano,  per  ciò  che  concerneva  le  accuse  del
       Ministero della  Guerra non erano, in effetti,  prive di  fondamento.  In ogni caso, che
       la polemica iniziata da "Il Giornale d'Italia" e appoggiata anche dal Touring Club (56)
       avesse trovato vasta eco nel paese e anche negli ambienti governativi, veniva attestato
       dall'iniziativa  presa  dall'Aero  Club  d'Italia,  il  quale  lanciava  un  referendum  tra  i
       costruttori italiani  per avere  informazioni  precise  sulla salute dell'industria  naziona-
       le(57).  In  tal  modo Potenziani  fissava gli  obiettivi di  tale referendum:  "Noi non pro-
       poniamo di  fare  come  fa  la  Germania,  una  sottoscrizione  nazionale  per  l'industria
       aviatoria italiana, ma indiciamo un referendum tra  i costruttori e le  ditte costruttrici
       allo scopo di avere dati precisi circa le  condizioni attuali dell'industria aeronautica in
       Italia, e coll'appoggio immediato degli  enti  che hanno l'autorità ed i mezzi  per con-
       tribuire  a  quest'opera,  organizzarla  e  darle  presso  il  Ministero  della  Guerra
       quell'appoggio  che  ci  è  concesso  ottenere  dall'autorità  stessa  del  nome  dell'Aero
       Club per la tutela efficace del progresso dell'aeronautica e dell'aviazione nostra" (58).
            Nelle  settimane  successive  numerose  furono  le  risposte,  apparse  sulle
       colonne  del  "Giornale  d'Italia",  che  le  industrie  aviatorie  italiane  diedero  al
       referendum (59).  Sebbene l'iniziativa dell'Aero Club non diede definitive certezze



            (56)  "Da molti si  ignora che in  Italia sono stati fatti  studi e prove veramente geniali, che
       hanno mostrato ai  conoscitori, sin da qualche anno fa,  quanto avanti si  fosse  da noi  cogli studi
       per il  perfezionamento delle  macchine volanti.  Non è quindi vero che in  Italia non si  conosca
       la costruzione degli aeroplani; la  verità invece è che manca l'appoggio finanziario dei capitalisti
       e quello dello Stato agli  studiosi c volenterosi.  Bisogna tener presente che in  Italia non si  è  ric-
       chi  come  in  Francia  e  che  da  noi  generalmente  l'iniziativa  privata  ha  bisogno  di  capitali,  di
       aiuto,  di  fede  in  quelli  che  possono  portare  la  vita  e  il  progresso  dell'industria.  Il  Ministero
       della  Guerra ormai  ha  capito  di  quale  utilità  e  necessità  sia  l'aeroplano,  e  ancor  più  di  quale
       preparazione  si  abbia  bisogno  per  ben  far  uso  di  questo;  dovrà  perciò  acquistare  un  gran
       numero di apparecchi e il  Paese, che con profonda ansia patriottica segue le  vicende della guer-
       ra,  lo  asseconderà con entusiasmo.  Da molti  però si  teme e, come è  naturale, specialmente dai
       pochi costruttori, ch'esso si  rivolga  nuovamente in  Francia, e che trascuri le  ordinazioni in  Ita-
       lia.  È una apprensione seria questa e che non deve, per il  bene della nostra Patria, avere conse-
       guenze funeste.  Come  ho  detto,  in  Italia esistono costruttori di  valore che  non  devono essere
       trascurati.  Si  impongano  condizioni  e  si  pretenda  garanzie  anche  più  ampie  di  quelle  che
       danno i francesi,  si  prescrivano collaudi rigorosi,  ma  non si  trascuri il  costruttore italiano, per-
       ché in  seguito  potremo avercene a  pentire!",  [verificare autore], L'aviazione in Italia,  in  "Rivi-
       sta mensile del Touring Club", a.  XVIII, n.  4, aprile 1912, p.  187-8.
            (57)  Il  referendum voleva conoscere: "l) Il  nome c la  specialità di costruzione e di  forni-
       tura  di  ciascun  costruttore  e  della  ditta;  2)  Il  numero  e  la  descrizione  sommaria dei  brevetti
       posseduti dal  costruttore; 3)  Il  capitale e la  potenzialità approssimativa della ditta; 4)  Il  nume-
       ro degli apparecchi fino ad oggi costruiti e le  prove da essi  fornite; 5) Gli intendimenti circa un
       eventuale  ingrandimento  di  essa  per  aumento  di  produzione",  L'Aeroclub  d'Italia  lancia  IIn
       "referendum" tra i costruttori italialli per avere dati precisi sulle condizioni dell'illdustria nazio-
       lIale, in "II Giornale d'Italia" del 30 agosto 1912.
            (58)  Ibidem.
            (59)  Tra le  altre quella della fabbrica torinese Chiribiri e c., quella dell'ingegner Caproni
       e quella Antoni di Pisa.
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