Page 296 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1861-1914) - Atti 24-25 settembre 2002
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punto; ciò che addolora, e dimostra quanto ancora sia da farsi per rinnovare in
Italia un senso di dignità nazionale, è che egli possa agire alla stregua di tali idee,
che l'Aero Club, i giornali, il pubblico ne siano edotti senza che una protesta si
levi a sconfessare l'indecorosità del suo operato" (48).
Se la posizione de "L'Idea Nazionale" rappresentava le opinioni del movi-
mento nazionalista italiano, su molti altri giornali vi furono secche repliche a tale
iniziativa (49), segno evidente che al di là degli obiettivi che la sottoscrizione si
poneva, essa doveva rappresentare al mondo intero la capacità del popolo italia-
no di fare da sé. I successi ottenuti durante il periodo giolittiano, oltrechè dalla
felice avventura coloniale, dovevano essere confermati dalla maturazione stessa
del demos italico, che doveva prendere coscienza del proprio ruolo e della pro-
pria forza in Europa. La polemica con Re Riccardi fu ben presto superata, però,
dall'accesa campagna di stampa condotta soprattutto dal "Giornale d'Italia"
affinchè i soldi raccolti dalla sottoscrizione venissero spesi nell' ordinazione di
apparecchi prodotti da case costruttrici italiane.
In effetti, nei primi di aprile, il sindacato dell'industria italiana dell'aviazione
aveva presentato all'onorevole Pavia un preciso ordine del giorno:
"Il sindacato dell'industria italiana dell'aviazione visto il nobile slancio
patriottico col quale si inizia la sottoscrizione nazionale della flotta aerea, consi-
derando che da questa sottoscrizione deve derivare un triplice beneficio per il
paese: 1) Offrire all'esercito una potente flotta aerea; 2) dare vita fiorente
all'industria aviatoria in Italia, che senza l'aiuto del paese non potrà mai fare
fronte alle gravi difficoltà finanziarie che sono la conseguenza delle enormi diffi-
coltà che si presentano ogni giorno ai costruttori che mirano a progressi rapidi
della nuova industria; 3) emancipare completamente la nazione che sino ad oggi
ha dovuto dipendere da costruttori stranieri con grave pericolo della chiusura
delle frontiere, di cui già l'Italia ha dovuto subire la prima minaccia; consideran-
do che i costruttori italiani con ingenti sacrifici di lavoro e di danaro sono ora
portati in grado di competere colle industrie estere e che i costruttori stessi
hanno dichiarato di essere disposti ad accettare condizioni di collaudo tali da
garantire che gli apparecchi da loro costruiti posseggano almeno le stesse doti dei
migliori prodotti dell'industria straniera, considerando che le fabbriche nazionali
sono ora in grado di potere fornire apparecchi altrettanto rapidamente quanto
l'industria straniera e che è interesse nazionale che l'industria italiana rimanga in
(48) Per la dignità nazionale, in "Idea Nazionale" dell' 11 aprile 1912.
(49) E.C., Per la flotta aerea e per il nostro decoro, in "La Preparazione" del 9-10 aprile
1912; Un'iniziativa non appoggiata, in "Corriere della Sera" edizione supplemento dellO
aprile 1912.

