Page 291 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1861-1914) - Atti 24-25 settembre 2002
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"DATE ALI ALLA PATRIA" - NAZIONALISMO E INDUSTRIA ... 275
di assicurare una vittoria. Tutto questo, ripetiamo, profondamente sentito altro-
ve, è sentito anche oggi da noi. E perciò, come crediamo provvidenziale per lo
spirito nazionale e per l'avvenire dell'aeronautica militare italiana l'attuale fiorire
di iniziative, cosÌ siamo certi che esse incontreranno il più largo favore in tutte le
classi del nostro popolo, il quale dalle gesta che i nostri ufficiali, aviatori e aero-
stieri, nuovi alla guerra, hanno saputo compiere in Libia fra le maggiori difficoltà
e i maggiori pericoli, ha compreso quali valori umani meravigliosi l'Italia abbia
da sfruttare, e come sia buon seme quello che si getterà in questo campo" (27).
Sul "Giornale d'Italia" era Goffredo Bellonci a tingere la sottoscrizione
nazionale con toni più marcatamente nazionalistici: "È necessaria alla patria
un'armata del ciclo: bagnata da ogni parte dal mare, protesa verso l'Africa con il
suo agile piede che sa essere fermo, l'Italia deve avere libere e sicure le vie dci
mare e del cielo, deve aver dai suoi figli, levati a volo per scrutare come aquile
l'orizzonte, segnata la rotta alle sue navi gloriose e formidabili, al suo esercito
tenace ed eroico. La Francia e la Germania già preparano le squadre degli aero-
plani: in poco tempo, senza bisogno di esercitazioni retoriche, persuasi dall'amor
patrio, hanno avuto dai cittadini, dagli umili e dai superbi, i milioni occorrenti.
Vorremmo essere, oggi, proprio oggi da meno dei nostri vicini, inferiori al popolo
alleato o al popolo che ci contrasta il dominio dci Mediterraneo? Vogliamo che
gli altri ci sopravvanzino, non dirò nell'armare gli aeroplani e ncl comporre le
squadre degli aviatori, ma - che sarebbe peggio - nel manifestare con sicuri segni,
amor di patria e virtù nazionale? No: questo non deve poter accadere, e non
accadrà. Ogni uomo, ogni associazione, ogni municipio d'Italia dia con pronto
slancio almeno quanto può dare, risponda subito alla domanda degli animosi che
han fatto il bel disegno della difesa e dell'offesa aerea. Tante città, tanti aeroplani,
e saranno cento e più di cento: agli altri che sieno necessari a fare più forte di
ogni altra la nostra armata aerea provvederanno le associazioni e i cittadini.
eimpresa susciterà nuove energie, stimolerà gli industriali italiani a impiantar fab-
briche di macchine celesti e a conquistare anche in questa industria quel primo
posto che noi, ultimi venuti, conquistammo per le automobili [ ... ] Ebbene l'Italia
ha cominciato a vivere da cinque mesi, ha da cinque mesi ripreso il suo posto tra
le nazioni e nel mare che fu nostro. La meta sembra prossima alla nostra speran-
za, è vicina al nostro desiderio, è raggiunta dalla nostra volontà" (28).
All'appoggio delle maggiori testate giornalistiche italiane seguÌ il sostegno
dato dalla popolazione italiana che, nel clima accesamente nazionalistico deter-
minato dall'impresa libica, era fortemente propensa a colmare il gap aviatorio
rispetto alle armate aeree francesi e tedesche. Eccettuate, infatti, le posizioni dei
(27) La sottoscrizione nazionale per offrire aeroplani all'esercito, cit.
(2H) G. Bellonci, Per la nostra armala del cielo, in "Il Giornale d'Italia" del 4 aprile 1912.

