Page 290 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1861-1914) - Atti 24-25 settembre 2002
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un battaglione aviatori; e nuove 111lZlative ogni giorno si annunziano e molte
sono sorte ignorandosi, come per generazione spontanea, segno certo che
rispondono ad una necessità sentita e ad un impulso comune, che i tempi sono
maturi, e che si è formata in Italia la coscienza di ciò, che può essere la nuova
arma e di ciò che bisogna fare per rinvigorirla. Ed è naturale che sia cosÌ. Se la
Francia è stata all'avanguardia della conquista dell'aria ed ha il vanto di averne
creato gli strumenti, l'Italia ha il vanto di averli prima acloperati in guerra. La
Francia ha bensì dato all'aviazione, nello sport e nell'esercito, uomini meravi-
gliosi; ma noi soli, sinora, abbiamo portato in guerra, sul nemico, in esplora-
zione e in battaglia, i nostri aviatori. Ed essi hanno compiuto gesta magnifiche
di abilità e di freddo coraggio, sempre pronti al sacrificio, sempre sprezzanti di
ogni pericolo dell'aria e di ogni pericolo clelia guerra. Alle loro imprese - trop-
po presenti al pensiero di tutti perché occorra ricordarle - si deve lo slancio a
cui assistiamo in questi giorni. Poiché sino all'anno scorso non solo eravamo
poveri di aeroplani, ma anche avevamo pochi aviatori e mal provati. Gli aero-
plani sono scarsi tuttora, e per questo aspetto l'aviazione in Italia è pur sempre
nell'infanzia l11a oggi abbiamo uomini provati alle più clure esperienze, nelle
azioni più meravigliose [ ... 1 Cesempio ci viene dalla Francia [ ... 1 A taluni un
movimento di questo genere potrà parere superfluo, considerando che il prepa-
rare e l'organizzare le forze militari è compito del parlamento e del governo e
che le somme che si possono raccogliere per sottoscrizione spontanea, per
quanto ingenti non rappresenteranno Illai che un contributo proporzionalmen-
te piccolo agli stanziamenti che può fare lo Stato sul suo bilancio. Ma non è
così, e non così è sentita universalmente la cosa. Ne è prova lo slancio cui si
assiste oggi in Italia, come ne è prova lo slancio cui si assiste pure in Francia, e
quello di cui diede spettacolo la nazione tedesca quando una grandiosa sotto-
scrizione popolare seguì le prime prove e le prime traversie dei dirigibili Zep-
pelin. Sono impulsi che vanno oIt-re le strette considerazioni finanziarie, impul-
si di tutto un paese il quale, anche se pensa che il governo fa o può fare abba-
stanza, vuole tuttavia partecipare direttamente, spontaneamente, all'opera
nazionale. Impulsi preziosi, perché segnano al governo la via da battere, lo
incoraggiano ai sacrifici necessari e l'assicurano del consentimento generale;
preziosi anche perché circondano la nuova arma aerea di una viva aureola di
popolarità, le danno un prestigio e un contenuto morale straordinario, di cui
essa più che ogni altra arma ha bisogno. Ognuno intende quale sussidio cii
forza e di sicurezza possa derivare a quest'arma dal sentirsi cosi circondata
d'ammirazione e d'affetto, crcata, per così dire, dalla nazione stessa, espressa
dal suo stesso slancio, dalla sua stessa volontà. Così sostenuta, una forza aerea
pronta e bene organizzata può avere, in un momento decisivo, un valore enor-
me; può bastare, in date circostanze, a compensare altre deficienze o altre
debolezze, e forse costituire una superiorità capace di risparmiare una guerra o

