Page 295 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1861-1914) - Atti 24-25 settembre 2002
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"DATE ALI ALLA PATRIA" - NAZIONALISMO F INDUSTRIA ... 279
e da Alberto Martorelli, nelle quali si distensero i "Volontari Aviatori" reduci
dalla Libia: Manissero, Cobianchi, Dal Mistro e Giuseppe Rossi (46).
La raccolta per la sottoscrizione "Pro Flotta Aerea" procedette dunque in
maniera rapida e fu particolarmente sentita dal popolo italiano. L'esaltazione
patriottica e l'acceso nazionalismo, amplificato dalla felice conduzione delle
operazioni belliche in Libia, avevano sensibilizzato la popolazione di fronte
alla necessità di dotare l'Italia cii uno strumento bellico importante e, nel con-
tempo, di colmare il divario con le altre potenze europee. Che lo slittamento
dell'opinione pubblica su posizioni di patriottico sciovinismo andasse aumen-
tando è fuor di dubbio, ed ha ragione Molinelli ad ascrivere al movimento
nazionalista italiano il successo di aver visto il paese aderire "ad una politica
di conquista coloniale che costituiva il suo primo obiettivo politico". Quali
fossero stati, infatti, i motivi che avevano spinto il governo a decidersi
all'impresa, "non si può negare che vi aveva avuto notevole influenza l'atteg-
giamento della stampa e dell'opinione pubblica, di cui la campagna della pat-
tuglia nazionalista aveva costituito l'azione di punta" (47). Tale clima di eufori-
co nazionalismo ebbe i suoi riflessi in alcune polemiche relative alla sottoscri-
zione "Pro Flotta Aerea", polemiche che trovarono la loro eco sulle colonne
di numerosi giornali.
Aperta la sottoscrizione, infatti, il commediografo Re Riccardi aveva rivol-
to un appello a tutte le compagnie teatrali, comprese quelle francesi, per orga-
nizzare degli spettacoli in favore della raccolta dei fondi. La proposta del com-
mediografo, però, venne immediatamente osteggiata dalla stampa nazionale.
'Tldea Nazionale" pubblicava una lettera di Valentino Dore nella quale l'autore
chiariva la sua posizione sull'iniziativa di Re Riccardi: "1) Che il cOl11m. Re Ric-
cardi ha creduto opportuno e dignitoso insistere presso autori stranieri perché
concorrano ad una sottoscrizione la quale per il suo scopo, per il momento in
cui avviene, per la significazione che le si vuoi dare, è e deve essere una manife-
stazione di forza nazionale: senza pensare che quei buoni autori hanno tutto il
diritto e tutto il dovere di rispondere insolentemente che se siamo tanto misera-
bili da non poter provvedere coi nostri mezzi a una flotta aerea, è ridicolo pre-
tendere che ce la paghino gli altri; 2) che il comm. Re Riccardi stima cosÌ essen-
ziale per il nostro teatro la produzione di lavori stranieri in genere e francesi in
ispecie, da ritenere inverosimile che rappresentazioni di beneficienza patriottica
possano essere messe su con lavori tratti dal nostro repertorio nazionale. Ora
che queste siano le idee del coml11. Re Riccardi ci preoccupa fino ad un certo
(46) M. Cobianchi, cit., p. 231. Pcr un'analisi particolarcggiata eli molti di questi voli:
M. Cobianchi, cit., p. 238 -53.
(47) R. Molinclli, cit., p. 125-6.

