Page 303 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1861-1914) - Atti 24-25 settembre 2002
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"DATE ALI ALLA l'ATRIA'' - NAZIONALlSrvlO F IN))l)STRIA ... 287
di ben centotre velivoli ((,3) che potenziarono enormemente l'aviazione, favorendo
altresì lo sviluppo dell'industria aviatoria italiana. Se il successo della sottoscrizio-
ne naziollale "Pro Flotta Aerea" rispondeva evidentemente al clima nazionalistico
creatosi ilei paese a seguito dell'impresa africana e ricalcava in maniera precisa
l'esempio francese, è indubitabile che essa testimoniava ormai la rinnovata atten-
zione nei confronti dell'aviazione. Erano lontane le affermazioni che, ancora nel
gennaio del 1911, Mario Morasso faceva sulla navigazione aerea: "Caviazione
chiude il 1910 con tre "records" magnifici, tre "records" fantastici I ... ] Svola
adunque a tre chilometri e mezzo di altezza, più in alto dei dirigibili, più in alto
degli stessi uccelli, si vola per più di otto ore di seguito, si percorrono a volo di
un fiato quasi cinquecento chilometri, la distanza all'incirca tra Milano e Roma.
Che cosa si può vedere di più? Sembrerebbe che un nuovo mezzo di locomozione
che fornisce queste possibilità avesse raggiunta la perfezione 1 ... 1 Eppure così non
è. Esiste un altro "record" dolorosissimo di cui finora non abbiamo parlato, e che
getta un'ombra ben luttuosa sulle precedenti vittorie, il "record" del mese di
dicembre 1910 per i morti durante il volo 1 ... 1 E appunto questa ingente quantità
di disastri che ci fa guardare con diffidenza allo incremento dell'aviazione e che
110n ci consente di entusiasmarci di fronte alle ultime prodezze 1 ... 1 Ecco quello
che ci impressiona: il nessun valore dei risultati acquisiti, per cui l'aviazione sem-
bra per tanta parte oggi ancora un giuoco di fortuna. Quello che si è compiuto ieri
non conta affatto per l'indomani, l'esperienza del passato non giova per l'avveni-
re, il trionfatore del giorno prima soccombe al di dopo, lo strumento che si è
mostrato pur validissimo all'impresa, misteriosamente tradisce a un nuovo tentati-
vo. Si direbbe che il caso sia tutt'ora il re cii questo mondo aereo volante. Ogni
volo che si inizia ha le stesse probabilità opposte, può finire in un "record" strabi-
liante o in una catastrofe terribile, come la pallina della "roulette" può cadere sul
rosso o sul nero. Quale affidamento si può fare su un apparecchio che dà luogo ad
eventualità cosÌ estreme? Ecco perché siamo d'avviso che dal punto di vista tecni-
co i progressi dell'aeroplano, salvo per ill11otore, siano ben scarsi" ((,4).
Il 191 1 e, ancor più, il 1912 avevano fatto rinascere, direttamente legate
alle imprese degli aviatori italiani in Libia, in tutto il paese l'interesse per l'aero-
nautica. Articoli sui principali giornali c nuove pubblicazioni videro la luce nel
corso del '12. Non solo. Se nel corso del 1911 si era costituito l'Acro Club
d'Italia, infatti, proprio alla fine di Illarzo e nei primi giorni di aprile ciel 1912,
(63) l'CI' un elenco completo degli aeroplani acquistati: M. Cobianchi, cit., p. 232-3.
(64) M. Morasso, Il bi/al/cio dell'iluiaziol1e de/ 1910. Il contributo dell'Ila/iii, in "La
Gazzetta dell'Emilia" del 17 gennaio 1911, in Archivio Museo Aeronautico Caproni, Fondo
Leonino Dii Zilra, commendatore LeonillO Da Zara - Cronologia dci voli - dicembre 1910
- gennaio 1914.

