Page 221 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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CHI HA STUDIATO IL "CONSENSO" ALLA GUERRA D'ETIOPIA? 203
In realtà, il problema del consenso era stato al tempo stesso il cruccio e uno
dei principali oggetti di riflessione degli antifascisti, già all'epoca dei fatti: lo fu
all'indomani dell'avvento del regime e ancora di più lo fu con la metà degli anni
Trenta. Questa presenza del tema nella riflessione degli antifascisti, in particolare
in esilio, è documentata: e questo nonostante che, per loro, dopo la guerra in
Etiopia e in particolare dopo la guerra in Spagna, il momento della riflessione era
stato affiancato ormai dal momento dell'azione.
È semmai vero che, a quel tempo, erano ormai già state scritte e in diversa
misura diffuse le grandi interpretazioni del fascismo che avrebbero ispirato allora
e in seguito l'antifascismo italiano: Piero Gobetti aveva già professato la sua fidu-
cia in una rivoluzione liberale (4); Salvemini aveva già dato alle stampe tanti fra i
suoi scritti fra cui nel 1932 il Mussolini diplomatico (5), la Storia d'Italia di Croce·
era del 1927 (6), Gramsci aveva riempito di note i suoi quaderni (7); e avevano
fatto cosÌ altri grandi antifascisti. Essendo stati redatti in una temperie precedente
alla guerra d'Etiopia, questi scritti non potevano più incorporare, esaminare, stu-
diare il tema delle "adunate oceaniche" degli italiani acclamanti l'Impero.
Ma che l'attenzione al tema da parte degli antifascisti fosse vigile lo dimostra-
no, se ce ne fosse bisogno, le opere scritte dopo la guerra d'Etiopia. Ricorderemo
qui due scritti, redatti fra il 1935 e il 1937. Silvio Trentin nel suo Dieci anni di
fascismo totalitario non negava la popolarità del duce e anche del fascismo fra gli
italiani, ma insisteva sul ruolo che in un regime totalitario avevano le istituzioni
educative e repressive. Secondo Trentin non la sola propaganda ma proprio il
combinato operare di coartazione del libero pensiero, anche attraverso gli apparati
di polizia, e di propaganda produceva il consenso: e per far questo, ad esempio,
citava alcuni "ordini alla stampa".
"18 dicembre 1935. Non occuparsi del processo in corso davanti al Tribunale
speciale di Roma contro cinque soldati accusati di ammutinamento.
3 gennaio 1936. Il comunicato sul bombardamento in Somalia deve esser messo
in risalto. Soprattutto bisogna sottolineare con energia come se si trattasse di dar
atto della vera volontà del popolo italiano, che questi rivendica dal governo una
politica militare in Africa che sia forte ed esige che la guerra sia condotta con
sicurezza e con tutti mezzi militari possibili ( ... )
(4) Cfr. Piero Gobetti, La rivoluzione liberale, (1924) Torino, Einaudi, 1948.
(5) Cfr. Gaetano Salvcmini, MI/ssolilli diplomatico, (1932) Bari, Laterza, 1952.
(6) Cfr. Benedetto Croce, Storia d'Italia da/1870 al /915, Bari, Laterza, 1928.
(7) Cfr. Antonio Gramsci, Quaderni dal carcere, a cura di Valentino Gerratana, Torino,
Einaudi, 1975,4 volI.

