Page 247 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
P. 247

L'OPINIONE  PUBBLICA  IN  ITALIA  SULLA  GUERRA  CIVILE  DI  SPAGNA   229

        anticipare  notizie  precise  sul  golpe in  preparazione.  Il  21  luglio  aveva  fatto  per-
        venire  a  Roma  dichiarazioni  di  Franco  sulla  sua  intenzione  di  instaurare  un  go-
        verno "tipo fascista" per evitare che la Spagna si convertisse in uno "stato sovietico"
        ed erano subito seguite assicurazioni, sempre di  Franco, che garantivano un rapi-
        do successo purché i modesti  aiuti richiesti  fossero  giunti subito.  La  decisione di
        Mussolini non sarebbe stata una "risposta" all'impegno francese ma si  sarebbe an-
        zi  concretata in  un momento in cui egli  era al  corrente della tendenza prevalsa a
        Parigi di non inviare armi alla  Repubblica.
           Come già  detto,  l'oggetto  della  nostra  indagine  non  impone  una  scelta  fra
        le  due linee interpretative. Notiamo però che lo studio di Heiberg è sin qui uno
        dei  pochi  casi  di  utilizzazione  di  documenti  dei  servizi  segreti  militari  italiani
        nello studio della politica estera. Sembra quasi che in  Italia ci si sia fatto un pun-
        to  d'onore  di  trascurare  le  parole  di  Mario  Toscano  che  già  nel  1963  racco-
        mandava  di  studiare  tale  tipo  di  documentazione  della  quale  sottolineava
        l'incalcolabile influenza  sulle  decisioni  di  Mussolini (9).
           Comunque all'inizio i fogli  italiani, compreso "Il Popolo d'Italia", riproducono
        soprattutto notizie delle agenzie  di  stampa straniere quasi  sempre più vicine al  go-
        verno legale di Madrid che non ai golpisti. Per una decina di giorni si scrive di  "go-
        vernativi" o "Iealisti"  da un lato, di  "ribelli", di  "sediziosi" o  di  "insorti " dall'altro.
           Il  22 luglio il  giornale di  Farinacci "Regime Fascista" pubblica addirittura que-
        ste parole di  un suo corrispondente da Madrid:

        "La rivolta militare continua a essere  progressivamente circoscritta.  Isolate fra  di
        loro, attaccate  nei  loro  fortilizi  dalle forze  leali  e  dal  popolo  in  armi, le  colonne
        sediziose  tentano una resistenza disperata  (c.vi  miei)"CIO).

           Il  "Corriere della Sera", che  al  pari di  altri  quotidiani  il  18  luglio aveva an-
        nunciato in tono asettico la sedizione militare in Marocco avvenuta il  17, segue
        gli  avvenimenti  per molti  giorni  soprattutto con  note  in corsivo "dalla frontie-
        ra franco-spagnuola" firmate H. L. (II),  riferendo - probabilmente con obiettività
        almeno  iniziale - notizie  da  ambo i versanti,  ciascuno  dei  quali  annuncia vitto-
        rie.  Già dal 21-22 luglio si  capisce che il  pronunciamiento,  mentre si  afferma in
        Marocco e  in  ampie zone dell'Andalucla e  della Navarra, è  fallito  nelle capitali



           (9)  Mario Toscano  Pagine  di  storia  diplomatica  contemporanea  Milano  Giuffrè  1963
        (2  volI.)  II  p.  81.  AI  riguardo  L.  Ceva  Storiografia  italiana  sulla  seconda  guerra  mondiale
        (1980-2000)  in  Atti  (in  corso  di  pubblicazione)  del  convegno  "La  storiografia  militare  in
        Francia e in  Italia negli  ultimi  vent'anni. Due esperienze a confronto", Venezia aprile 2001.
           (lO)  Aquarone  p.  4.
           (11)  Forse solo  una sigla  (mai  sciolta)  per dare unità a  un  impasto di  varie  "agenzie".
   242   243   244   245   246   247   248   249   250   251   252