Page 252 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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234 LUCIO CEVA
Pure in tanto deserto morale (e giuridico), non mancano isolati sprazzi come
questo di Sandro Sandri che sulla via di Malaga incontra un bambino:
"Yo soy de la derecha, dice fra i singhiozzi, io sono di destra. È un bambino di
forse sei anni. Sa già cosa sia la destra e la sinistra, il comunismo e il fascismo.
Questa è la guerra civile".
Ma naturalmente la stampa italiana tace sulle atrocità consumate dai franchi-
sti a Malaga conquistata. CosÌ gravi e spietate da suscitare sdegno e vani tentativi
d'intervento anche da parte italo-fascista (22).
Inoltre, come tutti sanno, nel fascismo non manca un coté sociale, di facciata
o comunque rinfoderato al momento opportuno, che tuttavia affiora non tanto
nella stampa quotidiana quanto in libri come quello di Nello Quilici dove, oltre
a osservazioni poco favorevoli alla Chiesa spagnola, leggiamo:
"Bisogna essere franchi; la responsabilità della guerra civile che trasporta sul ter-
reno politico un disagio di natura esclusivamente economica e sociale, non spet-
ta soltanto agli operai e ai contadini, deve essere per lo meno divisa in parti eguali
coi rappresentanti del capitale" (23).
Accenti ai quali non sono insensibili alcuni fra i giovani dei Guf dove l'anti-
fascismo gioca già allora le sue prime carte, come spiega sempre Sciascia, sotto
forma di "stati d'animo" favoriti per esempio dalla carica antirisorgimentale del
concetto di "crociata" e dalla consapevolezza degli elementi sanfedistici, o più sem-
plicemente di desolata miseria, di una parte dei volontari fascisti in Spagna: "Ma
naturalmente per il grosso dei lettori è lo stereotipo giornalistico (e radiofonico)
che conta e che nell'insieme piace".
Quanti italiani provano disagio quando alla radio, sul giornale e nel film "Lu-
ce" sentono il "grido di trionfo e di odio fascista" lanciato da Mussolini al bal-
cone di Palazzo Venezia il 26 gennaio 1939 alla notizia della presa di Barcelona?
"Molti altri fra i nostri nemici mordono in questo momento la polvere ( ... ).
Siamo passati e vi dico che passeremo ( ... )".
Quanti avrebbero qualche cosa da ridire se conoscessero le righe del Diario
di Ciano in data 16 febbraio 1939?
(22) Rinvio anche al mio Ripensare Guadalajara "Italia Contemporanea" 192/1993
(p. 474-486), p. 485.
(23) Nello Quilici Spagna Istituto Nazionale di Cultura Fascista Roma 1938 XVI, così
cito in Garosci p. 428.

