Page 253 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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L'OPINIONE  PUBBLICA  IN  ITALIA  SULLA  GUERRA  CIVILE  DI  SPAGNA    235


        "Arriva Gambara, fa  un rapporto molto buono sulle cose di Spagna ( ... ).  Anche
        molti  italiani  sono  stati  presi:  anarchici  e  comunisti.  Lo  dico  al  Duce  che  mi
        ordina di  farli  fucilare  tutti, ed aggiunge:  "I morti  non raccontano la storia".

           Del  resto si  trattava solo di  una conferma dell'ordine impartito a  Roatta fin
        dall'inizio:  fucilare  dopo  la  cattura  gli  italiani  combattenti  nelle  fila  della  Re-
        pubblica.  Dell'esecuzione  di  tale  ordine  il  generale  doverosamente  informava  i
        superiori romani con telegramma 12 marzo  1937(24).  Coerentemente Roatta al-
        la  vigilia  di  Guadalajara  aveva  esortato  le  sue  truppe  a  non  temere  i  decantati
        "internazionali"  trattandosi  solo  di  "quelli  stessi  che  i  nostri  squadristi  hanno
        sonoramente legnato per le  vie  d'Italia" (25).



        La stampa vatican a  e la posizione della  Santa Sede
           Secondo Aquarone, "propaganda fascista e propaganda cattolica si  saldano sin
        dall'inizio  ( ... ) in  un unico fascio  inestricabile"  (c.vo  mio).  Egli  cita in  proposito
        "l:Osservatore  Romano" (26).  In  effetti  l'immediato afflusso  dalla  Spagna di  pro-
        fughi  in gran parte ecclesiastici  (spesso salvati  con vapori organizzati dalla  Gene-
        ralità catalana in  barba agli  estremisti)  fornisce  notizie soprattutto dei sanguinosi
        eccessi  contro  il  clero.  Su  di  essi  si  concentra  l'attenzione  vatican a  senza  distin-
        guere fra atti  di  governo e iniziative di  plebi incontrollate mescolatesi alle milizie
        e senza  preoccuparsi dei  massacri  in  corso sull'altro versante.

           Errato sarebbe però supporre un  parallelismo di  vertice  fra  Chiesa romana e
        militari  spagnoli golpisti.
           Fin  dall'aprile  1931, all'avvento  della  Repubblica  laica  in  seguito alla  caduta
        della Monarchia, la Santa Sede, secondo una collaudata consuetudine, si era guar-
        data  bene  dal  contestare  la  legittimità  del  nuovo  sistema  politico.  In  Vaticano,
        l'astuto  e  autorevole  monsignor  Domenico Tardini  amava  addirittura  parlare di
        benedetta  rivoluzione  perché  la  scomparsa  della  monarchia  permetteva  al  Papa



           (24)  Ismacl  Saz, Javier Tusell  Fascistas  eli  ESfJalia:  La  illtervenci6n  italialla  eli  la  Guerra
        civil a través de los telegramas de la  "Missiolle militare iII  Spagna" 15 Diciembre-31 Marzo  1937
        Consejo Superior de Investigaciones cientfficas Escuela  Espanola de  Historia y Arqueologfa en
        Roma  1981  p.  167.
           (25)  Doc.  100 cii  The  Italian ll1vasioll  of SfJaill  Washington Spanish  Embassy  1937 (libro
        bianco presentato dal governo spagnolo alla Società delle Nazioni nel  1937 con documenti ciel
        CTV catturati a Guadalajara).
           (26)  Aquarone  p.  12 e 4. "L'Osservatore Romano",  pur autorevolissimo e ispirato dal-
        la  Segreteria  cii  Stato  quanclo  non  clallo  stesso  Papa  (che  ne  nomina  il  direttore),  è  organo
        ufficioso e non ufficiale.  Ufficiali  sono gli  Acta Afiostolicae Sedis  (AAS)  e  l'Alllluario Pontifi-
        cio,  una sorta di  Who's  who? ecclesiastico.
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