Page 254 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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di nominare i vescovi di Spagna senza sottostare dall'ingrato "diritto di presenta-
zione" che i Reyes Cat6licos avevano assicurato alla Corona da più di 400 anni (27).
Il Segretario di Stato Eugenio Pacelli (futuro Pio XII) aveva inviato subito al Car-
dinale Primate di Spagna Pedro Segura (che più tardi come presule di Sevilla darà
tanti fastidi a Franco) istruzioni confidenziali sul miglior modo di difendere "la re-
ligione e l'ordine sociale": rispettare l'autorità costituita e sostenere le forze con-
servatrici come Acci6n Popular. Tali istruzioni romane erano state trasmesse dal
Primate ai vescovi il 4 maggio 1931.
Ben diverso era però l'orientamento di quasi tutto l'Episcopato spagnolo. Già
nei giorni precedenti, la maggior parte dei vescovi aveva pubblicato esortazioni
pastorali intonate a pessimismo apocalittico e incitanti alla rivolta contro la Re-
pubblica. Al punto che dopo poche settimane lo stesso cardinale Segura y Mùgi-
ca, presule di Vitoria (conservatore ma nazionalista basco), dovettero essere
espulsi dal paese (28). Solo il cardinale di Tarragona, Francésc d'Assis Vidal y Bar-
raquer (monarchico ma di orientamento liberale) aveva apertamente riconosciuto
la Repubblica senza rinunciare per questo a difendere i diritti della religione (29).
La maggior parte dei fedeli era allarmata sia per lo strano incendio dei con-
venti dell'l1 maggio 1931 (30) sia per le leggi di Manuel Azana che istituivano
(27) I-lilari Raguer La polvora y el incienso. La Iglesia y la guerra civil espanola (1936-
1939) Barcelona Penfnsula 2001 p. 46. Il re sceglieva i vescovi in una rosa di nomi presentata-
gli dal nunzio (Franco assicurerà a se stesso questo privilegio col Concordato del 1953). Vedi
ancora di Raguer Intervista a Ramon Sugranyes de Franch Dalla guerra di Spagl/a al Concilio.
Memorie di un protagonista del XX secolo Soveria Mannelli Rubbettino 2003 (ed. catalana 1998)
nonché El Vaticano y la guerra civil espanola (1936-1939) in "Cristianesimo nella storia" Bolo-
gna 1/1982 (p. 137-209); Ramon MlIntanyola Vidal y Barraquer. El cardenal de la paz Barcelo-
na Estela 1971 (trad. e adattamento dell'ed. catalana 1969); Giorgio Campanini (cur.) I cattolici
italiani e la guerra di Spagna Brescia Morcellianal987.
(28) Manuel Tuffon de Lara (cur.) Historia de Espana IX La crisis del Estado: dictadura,
Republica, Guerra (1923-1939) Barcelona Labor 1985 p. 125-127 e Raguer La p61vora p. 48-64.
(29) Atteggiamento che nel 1936 gli costerà la detenzione a Poblet da parte dei miliziani anar-
chici (riparerà in Italia solo grazie all'aiuto di Luis Companys presidente della Generalità) e pit! tar-
di la violenta ostilità di Franco che ne vieterà sempre il ritorno anche dopo la guerra. La sua figura
appartiene al piccolo numero di spagnoli che nel 1936-1939 non si riconobbero in nessuno dei
due versanti. Fra essi ricordo il cardinale Matco UrrestarazlI Mùgica e i laici Ramon Sugranyes de
Frane, Luis Lucia y Lucia, joan Bapstista Roca i Caball, Manucl Carrasco i Formiguera, julian
Fernandez Besteiro, il generale Domingo Batet (fucilato da Franco), Salvaclor de Madariaga e lo
stesso Miguel de Unamuno. Vedi oltre a Ragller (La I}olvora, El Vaticano e Intervista), Garosci p.
432; R. Muntanyola; Paul Preston Le tre Spagne del 1936 Milano Corbaccio 2002 (ed. or. 1999).
(30) Il fuoco a chiese e conventi era abituale nei rivolgimenti spagnoli, tuttavia questi
incendi giunti all'indomani di un evento 1110lto popolare favorirono la destra donde "voci"
circa la loro vera origine: Tuoon de Lara p. 126 e Raguer La polvora p. 51.

