Page 251 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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L'OPINIONE PUBBLICA IN ITALIA SULLA (;UERRA CIVILE DI SPAGNA 233
gli uni hanno lottato invano mentre gli altri è come se avessero raccolti i frutti
di un nobile lavoro. E la vittoria di questi ha santificato la disfatta di quelli" (18).
Notevoli ambiguità si colgono nei miscugli di una raccolta postbellica di
corrispondenze significativamente intitolata Viva la Muerte (19).
Vi è chi non esita a esaltare una pari truculenza fascista di "legionari" italia-
ni e nazionalisti spagnoli. Si veda questo passo del testo iniziale dedicato alle ge-
sta maiorchine del Conde Rossi cioè lo squadri sta bolognese Arconovaldo Bonaccorsi,
proprio quelle che suscitarono allora lo sdegno di Bernanos (20):
"( ... ) è tuttavia cosa nuova che gli Italiani combattano, come Italiani, al fianco de-
gli Spagnoli. Li affratella non soltanto il nome di Roma, l'appartenenza alla cultu-
ra e alla tradizione latina e cattolica, ma le comuni qualità del sangue: e, sopra
tutto, il disprezzo della morte. Il grido spagnolo: Viva la muerte! è la versione ibe-
rica del nostro: Me ne frego! E se gli Spagnoli sono più lenti, più gravi, più cupi,
quasi direi più tristi, gli Italiani sono più rapidi, più baldanzosi, più lieti ( ... )".
Lamberti Sorrentino tende invece ad attribuire il disprezzo della morte (altrui)
sopra tutto agli spagnoli:
"Ecco gli Spagnoli, spicci a liquidare le partite perse e vinte, verso i prigionieri usa-
no procedimenti che fan pensare agli arditi della grande guerra. l?atteggiamento
italiano non lo comprendevano troppo. Migliaia di vite umane sono state rispar-
miate dalla volontà ferma dei Legionari italiani che hanno voluto perdonare nemi-
ci con le armi in pugno ( ... ) (c.vo mio)".
Un realista, forse. Ma neppure sfiorato dal dubbio che il mancato sterminio
del prigioniero non sia atto di perdono ma precetto base dello jus gentium antico
e moderno (21).
(18) V. Lilli Racconti di Ima gllerra Milano Bompiani 1941 p. 12 in Aquarone p. 8.
(19) Curzio Malaparte (cur.) Viva la muerte numero speciale di "Prospettive" sulla guer-
ra di Spagna con la collaborazione di Arconovaldo Bonaccorsi, Sandro Sandri, Luca dei Sabel-
li (Luca Pietromarchi), Gian Gaspare Napolitano, Luigi Pomé, Lamberti Sorrentino, Achille
Benedetti così cit. in Aldo Garosci Gli intellettuali e la guerra di Spagna Torino Einaudi 1959
dalle cui p. 421-422 sono tratte le tre citazioni che seguono. Il grido Viva la muerte! era spe-
cialità del gen. José Millau Astray della Legione Straniera spagnola. Tale grido (completato in
quel caso dal generale con Abajo la il1teligel1cia!) lanciato il 12 ottobre 1936 a una cerimonia
dell'Università di Salamanca, provocò la famosa reazione del rettore Miguel de Unamuno.
(20) Georges Bernanos Les grands cimetières sous la lune Parigi Pio n 1938.
(21) L'ordine di uccidere, dopo la cattura, il nemico che si è difeso era già allora "manifesta-
mente criminale" secondo la prevalente giurisprudenza. Purtroppo l'uccisione dci prigionieri, spe-
cialmente nei primi mesi della guerra civile, era crimine diffuso tra gli spagnoli dci due versanti.

