Page 255 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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L'OPINIONE PUBBLICA IN ITALIA SULLA GUERRA CIVILE DI SPAGNA 237
divorzio, matrimonio civile e privavano la Chiesa del monopolio dell'insegnamento.
Ma la destra cattolica più retriva era cosÌ visceralmente antidemocratica da rifiu-
tare di avvalersi perfino delle opportunità offerte dal cosÌ detto bienio negro
(1934-35) quando la vittoria elettorale e il conseguente governo di Gil Robles e
della sua CEDA (che aveva assorbito anche Acci6n Popular) avrebbero assicurato
ampi margini di riscossa (3 I). Gli oltranzisti insomma non volevano nulla da go-
verni di matrice popolare e democratica. E anche la chiesa spagnola, sorda ai con-
sigli di moderazione di Roma, si arroccava in prevalenza su posizioni estremiste.
Tuttavia nella successiva crisi del luglio 1936 "non sono i militari a solleci-
tare la collaborazione della Chiesa spagnola ma è questa a gettarsi nelle braccia
dei militari" (32). Salvar la patria, senza accenni a motivazioni religiose è l'obiet-
tivo dichiarato nei proclami dei quattro generali insorti (.13). Del resto Miguel
Cabanellas (Zaragoza) è massone, Gonzalo Queipo de Llano (Sevilla) ha prece-
denti di sinistra, Emilio Mola (Pamplona), per quanto poi travolto dalla mistica
della guerra santa dei navarrini, ha sempre parlato di separazione fra stato e Chie-
sa. Quanto a Franco, il suo odio per comunismo e massoneria convivono con
un realismo opportunista che lo ha fatto aderire alla congiura solo dopo che la
repubblica gli ha rifiutato gli avanzamenti richiesti. La Chiesa, pur estranea al-
la preparazione del golpe (.14), si aggrappa ad esso anzi tutto a causa delle stragi
di ecclesiastici: ben 6238 fra sacerdoti e religiosi, compresi 12 vescovi, quasi tut-
ti uccisi nei primi mesi. Un massacro che, a giudizio di studiosi, supera quello
dei cristiani martirizzati nell'impero romano prima dell 'editto di Costantino (35).
Ma conta anche l'oltranzismo l11onarchico dell'episcopato. Penserà poi Franco a
(31) CEDA (Confederaci6n de Derechas Autonomas) partito cattolico (amalgama di Acci6n
IlOpular con altri groppuscoli) fondato nel marzo 1933 da José Maria Gil Robles (intelligente
avvocato dei gesuiti e antiparlamentare) su formula raccomandata da Pio XI e dal Segretario Pa-
cellio A differenza delle future Democrazie Cristiane italiana, francese e tedesca, era apertamcn-
te di destra e aveva al suo interno le .IAI' Uoventudes Autonomas l'opulares) di ispirazione fascista.
AI fascismo si rifacevano alcuni suoi riti tra cui l'invocazione ritmata Je-fe! Je-fe! (da du-ce! du-
ce!). Alle elezioni del 1933, cospicuamente finanziata dalla destra economica, riportò una vitto-
ria schiacciante. Caduta nel 1935 per una crisi parlamentarc, non si riebbe ncmmcno piìl tardi
perché Franco vedeva in Gil Robles un concorrcntc pericoloso.
(32) Così Raguer El Vatical/o p. 142.
(33) Così anche Franco in un'intervista ad Achille Benedetti "Corriere" 30 luglio.
(34) Fanno cccezione pochi sacerdoti dclla Navarra. Raguer El Vaticano p. 144-145.
(35) Ragucr El Vatical/o p. 143 che richiama, fra l'altro, Antonio Montero Historia de la
persecuci6n religiosa en EspaFfa 1936-1939 Madrid 1961. La citata storia d'impostazione laica
diretta da Tunon dc Lara nell'edizione 1985 dà cifre superiori: 6549 sacerdoti c rcligiosi e 283
monache (voI. cit., p. 285).

