Page 259 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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L'OPINIONE PUBBLICA  IN  ITALIA  SULLA  GUERRA  CIVILE  DI  SPAGNA     241


         Ma ben  cinque vescovi  spagnoli rifiutano la  firma,  Tra essi  anche Vidal  y Bar-
         raquer,  che  a  causa  di  tale  rifiuto  dovrà  poi  rimanere  in  esilio  anche  dopo  la
         guerra per ordine di  Franco.  La lettera è pubblicata in Spagna ai  primi di  ago-
         sto  1937 (e  tradotta,  come  detto sopra,  su  un  quaderno  di  "Civiltà cattolica"
         dell'ottobre  successivo).  La  Santa  Sede  tarda  nove  mesi  ad  accusarne  ricevuta
         e quindi lo  fa  con  una lettera a  firma  Pacelli  redatta in  termini tali  da infuria-
         re  Franco.  Infatti il  Segretario di Stato scrive a Goma il  5  marzo  1938 una let-
         tera-prologo  che  elogia il  documento "per  i  nobili  sentimenti  cui  era ispirato
         così  come  per  l'alto  senso  di  giustizia  degli  eccellentissimi  Vescovi  nel  con-
         dannare assolutamente il  male da  qualunque parte venga" (c.vo mio) (41).  Le  ul-
         time  parole  sono  soppresse  nella  pubblicazione  fatta  da  Franco.  Il  Vaticano
         reagisce  riproducendo  la  lettera  completa  di  Pacelli  sull"'Osservatore  Roma-
         no". Franco, invece di scusarsi per la falsificazione,  presenta il 2  novembre suc-
         cessivo a Pacelli, tramite il  proprio ambasciatore in Vaticano, MeSSIa José Yanguas,
         ben undici  motivi  di  lamentela per la  politica vaticana verso la Spagna "nazio-
         nale" (42).  Non  vanno  del  resto  dimenticati  certi  umori  della  pretesa Cruzada
         compendiati nel  detto Cat6/icos,  sì;  vaticanistas,  no (43).
            È probabile che  perfino  ai  lettori  colti  della  "Civiltà  cattolica" e  dell"'Os-
         servatore" sfuggano - anche per assenza  di  chiari  riferimenti - i distillati,  le  al-
         lusioni e le' ripicche che venano il  blocco del  consenso ecclesiastico.  Fa  premio
         l'assoluta  consonanza  sull'aspetto  anti-sovietico  al  quale  soprattutto  la  parte
         cattolica non disdegna  di  aggiungere  la  massoneria,  bestia nerissima di  Franco,
         Una  linea  particolarmente grata in  Italia  anche  a certo fascismo  moderato che,
         inquieto  per  il  crescente  avvicinamento  alla  Germania,  vede  con  favore  ogni
         rafforzamento  dei  legami  con  la  Chiesa "per dare al  regime  una  prospettiva di
         sviluppo interno e  internazionale di  tipo moderato e cattolico-latino" (44),
            Tra Santa Sede e governo franchista continuano le  frizioni  di vario peso e vi-
         sibilità.  Per  esempio  il  29  maggio  1938  in  Roma  si  celebra  all'Adriano  una so-
         lenne  cerimonia politico-militare italo-spagnola all'insegna dell'anticomunismo.
         Il  duce presenzia da un altissimo podio avendo ai fianchi il gen. J osé Millan Astray
         e  l'intellettuale  nazionalista  José  M.  Peman.  La  rappresentanza  ufficiale  della
         Spagna  nazionalista,  numerosa  e  autorevole,  chiede  naturalmente  un'udienza
         particolare al  Papa.  Pio  XI  che,  oltre  a  dichiararsi  spesso  e  ufficialmente  padre



            (41)  Ragller La  {J6lvora  1'.172-175.
            (42)  Ragller La {l6lvora  1'.151-175, El Vaticano  p.  186-189.
            (43)  Ragller La {l6Ivo/"{/  p.151-175, El Vatical/o  p.  168-169.
            (44)  Così  Dc  Felice Mussolilli il duce.  Lo stato totalitario  1936-1940 cit.,  p.  377.
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