Page 263 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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L'OPINIONE PUBBLICA IN ITALIA SULLA GUERRA CIVILE DI SPAGNA 245
si parla invece pOCO (53). La presa di Malaga (5 febbraio 1937) è vantata come un
capolavoro di guerra moderna, motorizzata. Con essa si conclude (ma nessuno lo
immagina) il solo anno di trionfi militari del fascismo incominciato con la marcia
di Graziani su Neghelli (gennaio 1936) e continuato con le vittorie di Badoglio e
la presa di Addis Abeba (maggio 1936). Tutto un séguito fortunato che ora pare
rinnovarsi in Spagna. Il circolo virtuoso è spezzato dalla rotta di Guadalajara
(marzo 1937), impossibile da nascondere per la risonanza internazionale diffusa
in modo capillare sopra tutto dalle radio spagnole (vedi oltre).
La reazione è da bravacci: "I morti di Guadalajara saranno vendicati" scri-
ve Mussolini sul "Popolo d'Italia" del 17 giugno 1937. Le reali cause dell'in-
successo sono poco immaginabili. Molti infatti ignorano le già accennate modeste
qualità militari di una parte almeno dei volontari spinti dal bisogno. Non una
parola sui dissidi con Franco determinati dal capovolgimento della sua posizio-
ne: da "beneficato" riconoscente a creditore esigente e protervo. Pochi vengo-
no a sapere dell'epurazione imposta al CTV (5000 rimpatri) e del suo totale
riordinamento con maggiore presenza di truppe regolari. Inoltre, certe spro-
porzionate esaltazioni della propaganda di Regime non giovano a un serio ap-
prezzamento di reali successi militari italiani come la vittoria di Santander (agosto
1937), le operazioni in Arag6n (marzo-aprile 1938) e la ben condotta campa-
gna di Catalogna (dicembre 1938-febbraio 1939) (54). Il pubblico in genere non
è portato a riflettere sul fatto che tanti mesi separano questi eventi fra loro. Gli
intervalli sono in genere riempiti dalla propaganda con l'esaltazione di gesta ae-
ronautiche. Non si dice chiaramente che grandi battaglie come quelle dello Ja-
rama (febbraio 1937), di Brunete e di Bilbao (estate 1937), di TerueI (dicembre
1937-febbraio 1938) e dell'Ebro (luglio-novembre 1938) sono combattute so-
pra tutto dai nazionalisti sia pure con apporto di reparti tecnici italiani (avia-
zione e artiglieria). Tanta gente finisce per credere in buona fede che la "guerra
di Spagna" sia combattuta principalmente da italiani.
E poi vi sono i vantaggi. Quelli per gli italiani delle sacche di povertà, di cui
si è detto, e i notevoli profitti, nel complesso superiori a quelli dell'Etiopia di al-
cune grandi industrie e dei rispettivi "indotti" (55).
(53) Vedi l'esauriente Franco Bargoni L'impegno navale italiano durante la guerra civile
spagnola (1936-1939) Roma U.S.S.M.M. 1992.
(54) Per valutazioni equilibrate rinvio ai documentati studi dei generali Alberto Ro-
vighi e Filippo Stefani La partecipazione italiana alla guerra civile stJagnola (1936-1939)
(2 voli. in 4 tomi) Roma U.S.S.M.E. 1992-1993.
(55) Per la Fiat, Valerio Castronovo Giovanni Agnelli Torino Einaudi 1977 p. 395-399,
403-405 (P ed.Utet 1971).

