Page 267 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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L'OPINIONE PUnnLlCA  IN ITALIA SULLA  GUERRA CIVILE  DI  SPAGNA        249


         con rilevanza durevole nella vicenda dell'opinione pubblica italiana. Finita la Spagna
         e col ravvicinamento nazi-sovietico dell'agosto 1939, ogni tipo di antifascismo attra-
         versa la sua crisi  più nera dalla quale incomincerà a uscire solo nel  1941-42. Tutta-
         via la frustata della Spagna rimarrà viva nella memoria sopra tutto di quanti vedranno
         nell'imminente scontro mondiale un urto non solo di  potenze ma anche di idee.
            In  ogni caso  sul  momento tale  ascolto getta allarme  nell'apparato repressivo
         del  Regime  fascista  come  risulta  dalle  carte  delle  varie  polizie  già  ampiamente
         pubblicate e commentate da altri studiosi (62).
            La serietà  dell'allarme è  confermata dal  fatto che,  dopo mesi  di segnalazio-
         ni  insistenti,  è  lo  stesso  capo  della  Polizia  Bocchini  ad  occuparsene  con' tele-
         gramma  indirizzato  a  tutti  i  prefetti  del  Regno  il  22  marzo  1937,  proprio
         all'indomani di  Guadalajara:

         "( ... ) fenomeno  est particolarmente osservabile  presso  operai,  contadini, piccola
         borghesia.  Est  necessario in  modo assoluto intervenire prontamente et energica-
         mente  con  azioni  preventive  et repressive  procedendo  a  fermi,  a  provvedimenti
         di  polizia, a chiusura dei  pubblici esercizi  dove viene effettuata ascoltazione et a
         ritiro  di  apparecchi  in  caso  di  flagranza.  EE.LL.  vorranno  all'uopo  predisporre
         servizi et ricorrere ove sia  necessario anche servizio fiduciari" (63).

            In  effetti l'infiltrazione di spie ("fiduciari") è il  sistema più  facile e più effica-
         ce anche perché una caratteristica del "nuovo" antifascismo è l'insufficienza di re-
         gole cospirative ancor più accentuata di quella di molto antifascismo "tradizionale".
         Si  pensi all'ascolto nelle  stesse  sedi  di  organizzazioni fasciste  come  il  Dopolavo-
         ro, l'Opera Nazionale Combattenti). Tuttavia, nonostante le repressioni, dopo Gua-
         dalajara, l'audizione si  estende ulteriormente  perché a tante famiglie  interessano
         notizie e messaggi dei 496 "legionari" caduti prigionieri o dispersi (64).
            La  relativa  diffusione  del  "nuovo  antifascismo"  è  confermata da accurate
         ricerche di  questi ultimi anni secondo le  quali, su circa 3000 italiani che com-
         batterono volontari  nella  fila  della  Repubblica,  almeno  412  venivano clande-
         stinamente dall'Italia (65). Numero considerevole se si pensa non solo alle difficoltà


            (62)  Aquarone  p.  26-32, Spriano specie  p.  81-94  e De  Felice Mussolini il duce.  Lo stato
         totalitario  1936-1940 cito  Appendice 7 p.  880-892.
             (63)  Spriano p.  185.
            (64)  Ivi  p.  184. Rovighi  e Stefani La partecipazione italiana ecc.  cito  I p.  313.
            (65)  Fabio Minazzi, Franco Giannantoni (cur.)  Il coraggio della  memoria e la guerra civile
         spagnola  1936-1939 Associazione  Italiana Combattenti Volontari Antifascisti  di Spagna Varese
         Arterigere Amici del Liceo Scientifico di Varese 2000 p.  58.
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