Page 270 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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           suggerisce infatti un  panorama più  articolato e meno schematico.  In  particolare,
           la sua critica alla condotta della guerra italiana (1915-16), i suoi duri giudizi sul-
           la classe politica (1915-1918), la sua proposta di un approccio radicalmente nuo-
           vo  (1917-1921)  ed il  suo ruolo nell'associazionismo  patriottico-combattentistico
           (1919-1922) indicano come le  idee di  Douhet sulla guerra aerea vadano colloca-
           te  nel  quadro della ricerca di  una politica alternativa per la  difesa italiana.

              Per  orientarsi  nella  vasta  e multiforme  produzione di  Douhet, articolatasi  in
           modo labirintico con forme ripetitive (ma quasi mai identiche) nell'arco di un quar-
           to di  secolo, è opportuno ripercorrere  velocemente le  principali tappe evolutive
           del suo pensiero.


           Alla ricerca di  una guida unitaria
               Douhet iniziò dal  1901 ad applicare ai  temi militari il  proprio vivace intellet-
           to e  la  sua grande  facilità  di  scrittura,  teorizzando già  nel  febbraio  1908  la  ne-
           cessità della "unità di governo e la separazione delle funzioni politico-amministrative
           da quelle tecniche" (4).  Sin  dall'epigrafe ("ogni  popolo ha il  governo che si  meri-
           ta e si  merita l'esercito che ha"), la  memoria rendeva esplicito l'ambito nel quale
           Douhet collocava le proprie riflessioni sul ruolo e la  funzione  delle forze armate.
           Sotto il  profilo organizzativo, lo scritto proponeva pertanto la costituzione di un
           unico Ministero della Difesa Nazionale articolato su due sottosegretariati per l'Eser-
           cito e la  Marina,  affiancato  da  un  Consiglio  Supremo  presieduto  dal  presidente
           del  consiglio  dei  ministri e completato da  un  Capo di Stato Maggiore  Generale
           designato quale  Comandante Supremo in tempo di  guerra.  Nel corso degli  anni,
           Douhet sarebbe tornato spesso a questo conce,tto di  base.
               Dal 1910 Douhet intervenne ripetutamente nel nascente dibattito sulle possi-
           bili  applicazioni  militari  dell'aviazione,  ciò  che contribuÌ  al  suo  trasferimento  al
           Battaglione Aviatori nel  luglio  1912, nel quale prestò servizio per circa 30 mesi e
           del quale ebbe il comando, prima interinale e poi pieno. I.:incarico prevedeva re-
           sponsabilità vastissime,  che andavano dall'impiego alla scelta del  materiale, dalla
           propaganda all'addestramento.  Questo lo pose in contatto, tra l'altro, con l'inge-
           gner Gianni Caproni, prima fornitore del Battaglione e poi direttore tecnico del-
           le officine di Vizzola Ticino del Battaglione Aviatori (5). Nel 1913-14, la collaborazione
           tra  Douhet  e  Caproni  sfociò  nella  realizzazione  del  trimotore  da  bombarda-
           mento poi noto come Ca. 3. La determinazione di costruirlo cozzò contro l'op-
           posizione dei fautori del dirigibile, scatenando un duro contrasto che si concluse



               (4)  "Il nodo della nostra questione militare", ora in Scritti I,  p. 79 segg.
               (5)  Cfr.  Gregory Alegi, Douhet, Caproni and the  Origins or Strategie  Bombing, in Paul S.
           Leaman  (a  cura di),  25th Anniversary Seminar Papers,  London,  Cross &  Cockade,  1996; id.,
           "Douhet, Caproni e la nascita del bombardamento strategico", in "Rivista Aeronautica", 1/2001.
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