Page 273 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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"RESISTERE SULLA SUPERFICIE PER FAR MASSA SULL'ARIA": NAZIONE, DIFESA NAZIONALE E ARMATA AEREA... 255
Questo geniale provvedimento fornì risultati addirittura inattesi perché, mentre
il consumo della calzatura rientrò nei limiti normali, taluni reparti giunsero per-
sino a compiere marce di 100 km al giorno, il che avrebbe permesso, dato il ca-
so, dalla frontiera di raggiungere Vienna, sulla carta, in quattro giorni.
"[ ... ] In quel periodo furono anche istituite le scuole di tiro sulla carta, il
che dimostrò subito che il tiro della nostra artiglieria era di una precisione am-
mirevole e di una efficacia spaventevole. Ciò naturalmente permise di diminui-
re il munizionamento, tanto più che il carattere della guerra moderna - tutta
rapidità e movimento - così esattamente definito dai risultati pratici delle cam-
pagne della Scuola di Guerra, delle manovre sulla carta e delle conferenze va-
rie, dava a divedere che, in una guerra, si sarebbe fatto appena in tempo a vuotare
gli avantreni dai pezzi" (12). \1\
Più che questo o quel corrosivo ritratto, per lo studio dell'evoluzione del pen-
siero douhettiano qui è però importante sottolineare come nelle 270 pagine del ro-
manzo satirico si rinvenga un unico fugace accenno all'impiego del mezzo aereo.
«S.E. il ministro [della Guerra] vedendo un giorno passare un dirigibile per
Via Nazionale, un poco sopra ai tetti, esclamò: Oh! Il bell'aeroplano, e divenne
fautore convinto della navigazione aerea. Anche a donna Ines piacquero molto
quelle cose così "grosse e luccicanti che andavano per aria e facevano tanta fati-
ca per avanzare come se fossero dei buoni ed innocui ippopotami aerei". Così fu
che ben presto l'Italia acquistò l'incontrastato dominio dell'aria» (13).
I.:eco del processo e della prigionia di Douhet aveva raggiunto il Parlamento,
dove durante il Comitato Segreto del 14 dicembre 1917, il deputato cattolico di
destra Amedeo Gortani incluse Douhet tra quanti "lottarono per avere anteposto
la loro coscienza di cittadini alla schiavitù militare e ne soffersero", chiedendone
il richiamo in servizio (14). Nel gennaio 1918, assegnato come Direttore Centrale
d'Aviazione al Commissariato Generale d'Aeronautica, da poco costituito e retto
dal deputato repubblicano Eugenio Chiesa, Douhet si trovò a gestire la duplice
crisi del bombardamento (per le difficoltà d'avviamento che incontrava il pro-
gramma di produrre 4.000 bombardieri Ca. 5, peraltro avviato in periodo ante-
cedente al suo ritorno in servizio) e della ricognizione (per il fallimento tecnico
del SIA 7B, ordinato in 3.400 esemplari ma afflitto da insanabili difetti strutturali) (15).
(12) G. Douhet, L'onorel/ole ... , cit., p. 262-264.
(13) G. Douhet, L'onorel/ole ... , cit., p. 264.
(14) Camera dei Deputati/Archivio Storico (a cura di), Comitati segreti sulla condotta
della guerra (giugno-dicembre 1917), Roma, 1967, p. 128. Le frequenti citazioni di Gortani
nel Diario critico testimoniano come tale accenno non fosse per nulla casuale.
(15) Sul fallimento del programma SIA, cfr. Gregory Alegi, The SIA 7b, Berkhamsted,
Albatros, 2004.

