Page 277 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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"RESISTERE SULLA SUPERFICIE PER FAR MASSA SUl.L'ARIA": NAZIONE, ilI FESA NAZIONALE E ARMATA AEREA... 259
sul "Dovere", che nel frattempo stava per cessare le pubblicazioni (25). La
struttura, per brevi sezioni ("capi") collegate da frequenti riepiloghi, conferma
l'impressione di frammentarietà della trattazione, o comunque di una organicità
solo relativa. Fedele al proprio metodo di riutilizzo integrale del materiale, per
dare dimensioni di libro ad una raccolta che altrimenti non avrebbe raggiunto le
cento pagine, Douhet non ritoccò gli scritti esistenti ma vi aggiunse un'appendi-
ce di "Nozioni eiementari di aeronautica" che, in sei parti per 153 sezioni e 92
pagine complessive, confrontava caratteristiche tecniche, modalità d'impiego e
potenziali sviluppi di aerei e dirigibili. Poiché durante la Grande Guerra l'Italia
era stata, dopo la Germania, la seconda potenza dirigibilistica, questa parte, omes-
sa dalla seconda edizione del Dominio e mai più ristampata, sembra confermare
che il volumetto mirasse ad intervenire in un dibattito d'attualità piuttosto che a
costituire una riflessione dottrinaria organica e di applicazione universale.
Analoghe valutazioni possono farsi per il pamphlet La difesa nazionale del
1923, che l'analisi contenutistica permette di datare tra il novembre 1922 ed il
marzo 1923, con l'evidente scopo di influire sulla formulazione definitiva del de-
creto istitutivo della Regia Aeronautica (26), Sullo sfondo di tale intervento stava
il tentativo dell'estate 1922, peraltro abortito, di far costituire un Commissariato
per l'Aeronautica e, con ancor maggiore evidenza, l'ambizione di Douhet di gui-
dare l'Aeronautica nel primo governo Mussolini: una nomina subito controversa,
e presto abortita, il cui percorso attende tuttora una compiuta analisi (27).
(25) Giulio Douhet, Il dominio dell'aria, Roma, Stab. Poligrafico per l'Amministrazione
della Guerra, 1921.
(26) Per questa analisi dipendo da F. Botti-M. Cermelli, cit., p. 334. Il volume di 143 pagi-
ne edito nel 1923 dall'Anonima Libraria Italiana, è diverso da quello di 64 pagine pubblicato con
lo stesso titolo nel 1925 da Berlutti. A conferma del metodo di lavoro di Douhet, merita osser-
vare come il testo della Nota XII della Difesa Nazionale (1923) riproduca quello di una sua let-
tera ("Critiche del gen. Douhet all'ordinamento aeronautico", "Il Mondo", 7 aprile 1923, cortesemente
fornitami dal S. ten. Maurizio Piva). Per una ricostruzione complessiva del contesto nel quale av-
venne costituzione di un'aeronautica indipendente, cfr. in questo stesso volume Andrea Ungari,
"Il dibattito politico precedente la nascita dell'aeronautica italiana".
(27) Il 31 ottobre 1922 Douhet fu nominato sottosegretario per l'aviazione civile, ve-
nendo revocato già il lO novembre (ACS, Presidenza consiglio dei ministri, 1922, b. 652; so-
no debitore di Andrea Unga l'i per la segnalazione). Ancora il l3 novembre 1922 l'addetto
aeronautico a Washington indirizzava una lettera a "S.E. Generale Douhet, Sottosegretario
dell'Aeronautica, Ministero della Guerra" (in Giulio Douhet, Saitti inediti, Firenze, Scuola
di Guerra Aerea, 1951, p. 236-237). Attraverso lo spoglio del "Popolo d'Italia" Rochat de-
scrive la vicenda in maniera diversa nel Itala Balbo, aviatore e ministro dell'aeronautica
1926-1933 (Ferrara, Bovolenta, 1979), p. 20, nota 22, mentre Cappelluti, cit., p. 160 si rifà
ad una bibliografia generica.

