Page 276 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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di progresso, pronto a cooperare alle fervide opere di pace che seguiranno la vit-
toria meravigliosa." In realtà, il pamphlet è significativo perché diffonde, per la
prima volta ed in forma inequivocabile, l'assioma dell'Armata Aerea che, battendo
implacabilmente le città, spezzava il morale avversario e vinceva la guerra. Fino
a quel momento, come avrebbe sottolineato quasi mezzo secolo dopo il Mecoz-
zi, Douhet aveva infatti concentrato l'attenzione sulla guerra terrestre (21). D'ora
innanzi, il tema ricorrente della produzione letteraria douhettiana sarebbe stata
l'Armata Aerea Indipendente.
La partecipazione al dibattito politico-militare del primo dopoguerra.
Le dimissioni di Douhet da Direttore Centrale d'Aeronautica divennero ef-
ficaci il 20 luglio 1918. Da quel giorno, definitivamente libero da vincoli ed
impegni militari, per oltre un decennio egli si dedicò prima alla propria riabi-
litazione (sancita definitivamente nel 1920 e culminata nella promozione a ge-
nerale di divisione) e poi ad un'attività multiforme che presto si estese alla vita
politica, nella quale si schierò con la magmatica area combattentistica (22). Nel
marzo 1919 fu tra i fondatori dell'Unione Nazionale Ufficiali e Soldati (UNUS)
ed il 27 aprile dava alle stampe il primo numero del battagliero settimanale "Il
dovere", che diresse ed in larga parte scrisse personalmente. Dalle colonne del
giornale, Douhet intervenne nel dibattito politico-militare, lanciò iniziative qua-
li il monumento al Milite Ignoto, attaccò incessantemente Cadorna, rivendicò
primati, rievocò la propria travagliata carriera e coltivò financo tentazioni
eversive (23). In questo ambito, giova soprattutto sottolineare come egli utiliz-
zasse "Il dovere" per lanciare la necessità di un'aviazione forte ed indipenden-
te nel quadro di una politica nazionale di difesa (24).
Nel 1921 comparve Il dominio dell'aria, pubblicato a cura dello stesso Mini-
stero della Guerra ed essenzialmente costruito attorno alla raccolta degli articoli
(21) Cfr. A. Mecozzi, cit., p. 183 e passim.
(22) Andrea Ungari, "Tra mobilitazione patriottica e suggestioni eversive", in Nuova Sto-
ria Contem!JOranea, n. 5, 2001, p. 41-76, mostra il grande potenziale di ricerche approfondite
in quest'area largamente inesplorata.
(23) Cfr A. Ungari, "Tra mobilitazione patriottica e suggestioni eversive", cit., passim.
(24) Per inquadrare Douhet nella più generale concezione della guerra del fascismo,
cfr. Renzo De Felice, Mussolini l'alleato, Torino, Einaudi, 1990, p. 39-46. Utile anche la
contestualizzazione di Ferruccio Botti e Virgilio Ilari, Il pensiero militare italiano dal pri-
mo al secondo dopoguerra, Roma, Stato Maggiore Esercito/Ufficio Storico, 1985, capp. II
e III. La pill ampia analisi in chiave aeronautica del pensiero c\ouhettiano in Ferruccio Bot-
ti e Mario Cermelli, La teoria della guerra aerea in Italia dalle origini alla prima guerra
mondiale, Roma, Stato Maggiore Aeronautica/Ufficio Storico, 1985, capp. XXII-XXVII.

