Page 275 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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"RESISTERE SULLA SUPERFICIE PER FAR MASSA SULL'ARIA": NAZIONE, DIFESA NAZIONALE E ARMATA AEREA 000
Di fronte al silenzio del "Kaiser e [dei] suoi maggiori accoliti", privi di ogni
"sentimento di onore militare"(19), gli alleati passarono all'azione.
"Sulla città passava intanto una colonna di aeroplani in formazione serrata,
composta da ottanta a cento apparecchi, attorno ai quali altri numerosi volteg-
giavano. Gli scoppi si succedevano con una regolarità impressionante ed in meno
di dieci minuti tutto era finito. [ ... ] Quando volle entrare in città gli fu impossi-
bile perché già una grande quantità di gente, fra le quali si era sparsa la voce del
pericolo di asfissia, fuggiva verso Pfalzel. Intanto cominciavano a svilupparsi i pri-
mi incendi alimentati dal leggero vento di est.
Lo spettacolo era orribile. Ogni essere umano sembrava invasato da un so-
lo sentimento, quello di salvare sé stesso allontanandosi da quell'inferno. I bam-
bini venivano travolti dalle donne, le donne dagli uomini, i più deboli dai più
forti; ogni tanto un carro od un cavallo, lanciato all'impazzata fra quella folla
urlante ed imprecante provocava nuove onde di panico che si propagava come
un vento di follia. [ ... ] Chi avesse potuto andare verso Treviri avrebbe trova-
to la strada coperta di cadaveri e di feriti. Il centro della città doveva essere
completamente distrutto.
[ ... ] Il palazzo del Governo, la Cattedrale e la Chiesa di Nostra Signora, mez-
ze diroccate bruciavano, più in là tutto ardeva ed attorno a lui cominciavano a
morire per asfissia coloro che ancora non erano morti per gli effetti degli scoppi
e degli incendi.
Alle nove, suo figlio, esaurito e terrificato, usciva da Treviri e poteva consta-
tare che l'effetto dei terribili gas giungeva sino alle porte della città. Non vi era
alcun modo per intervenire: Treviri stava per scomparire" (20).
I tentativi di reazione della Germania, che intensificava tra l'altro l'offensiva
sottomarina, portarono gli alleati a reiterare gli attacchi, perdendo "quasi un
quarto dei propri effettivi essenzialmente per cadute, falsi atterramenti, stanchez-
za personale". Ma anche così, in soli otto giorni i ripetuti bombardamenti co-
strinsero i tedeschi ad una disperata offensiva, che gli alleati rintuzzarono e
trasformarono nella controffensiva finale. Il pamphlet, con evidente dispiacere
dell'autore, uscì quando la guerra era finita in tutt'altro modo. Così Douhet, for-
se su richiesta delle industrie che sostenevano il libro con inserzioni pubblicitarie,
inserì nella prefazione una riga nella quale, con poca verosimiglianza, dichiarava
di voler convincere il pubblico che l'aereo fosse "mezzo, soprattutto, di civiltà e
(19) G. Douhet, Come finì ... , p. 123.
(20) G. Douhet, Come finì ... , p. 60-61. La descrizione, che prosegue sino a p. 63,
anticipa la distruzione di Dresda.

