Page 274 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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Stretti tra le contrastanti esigenze di massimizzare il gettito per rimpiazzare le
perdite della ritirata di Caporetto e di assicurare l'efficienza dei reparti in linea,
Chiesa e Douhet non seppero agire in maniera sufficientemente decisiva. Sul
punto, così "si esprimeva nel 1923 la Commissione parlamentare d'inchiesta
sulle spese di guerra: "Pare però, per numerosi riferimenti di testi, che essendo
pure il Colonnello Douhet persona intelligentissima, geniale, facile scrittore, ca-
pace di trattare bene questioni generali, non avesse una vera e propria menta-
lità organizzatrice e mancasse oltre che di solida competenza tecnica in confronto
degli ufficiali del Genio in aeronautica, di fredda rettilinea e chiara precisione
nelle questioni di dettaglio" (16).
Dando ancora una volta prova di una prodigiosa capacità di scrittura, an-
che quando pressato da ben più gravosi impegni, in quella stessa primavera
1918 Douhet affidò a 123 pagine di fantastoria la visione della condotta del-
la guerra che aveva maturato (17). Il fascicolo, pubblicato al principio del 1919,
si distingueva nettamente dal precedente romanzo. Mentre il sarcasmo de Lono-
revole si può leggere come l'amara consolazione di chi si trovi ingiustamente
detenuto, senza alcun progetto di maggior diffusione, Come finì la grande
guerra nacque con il chiaro intento di propaganda per il valore bellico dell'ae-
roplano. Il racconto narra della repentina resa della Germania ottenuta con il
sistematico bombardamento delle città tedesche. Nella finzione, gli alleati avreb-
bero innanzitu tto minacciato la popolazione lanciando volantini di questo te-
nore: "Eserciti e popoli nemici, l'offensiva aerea che viene iniziata stamane
produrrà su voi effetti terribili e voi siete impotenti a fare alcunché per allon-
tanare o sminuire tali effetti. Ne avrete rapidamente le prove. Le potenze al-
leate faranno il possibile per evitare di danneggiare gli inermi, ma sono ben
decise di usare i loro mezzi in tutta la loro estensione per finire la guerra e per
impedire al vostro Governo l'impiego di armi ed atti sleali. Se l'offensiva ae-
rea sarà terribile, le rappresaglie saranno terrificanti. A voi impedire che un
pazzo vi guidi al macello" (18).
(16) Camera dei deputati, Relazione sulle spese di guerra per l'aeronautica, Atti parlamentari,
leg. XXVI, sessione 1921-23, p. 300.
(17) Giulio Douhet, Come finì la grande guerra: la vittoria alata, Roma, L'Eloquenza, 1919.
Completato il testo, il 24 ottobre J 918 Douhet, con una lettera riprodotta fotograficamente da
Antonio Pelliccia nel suo Nessuno è profeta in patria (Genova, SIAG, 1981, p. 65) chiese a Ca-
proni un'illustrazione di "un aeroplano dominatore. Un aeroplano X che non abbia l'aria di re-
dame per alcun tipo speciale." Certamente si deve a questo la copertina di Luigi Bonazza,
artista trentina che vantava una lunga collaborazione con Caproni. Al testo sono preposte
pagine pubblicitarie di Fiat, Ansaldo, Macchi e Caproni.
(18) G. Douhet, Come finì ... , p. 57-58.

