Page 266 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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248 LUCIO CEVA
"( ... ) Tutta la gioventù italiana era senza contatto, prima del luglio 1936 con ilmon-
do della democrazia ( ... ). l?antifascismo italiano risultava morto agli italiani, era tut-
to all'estero, emigrato, o era in prigione, era al confino, chiuso in se stesso, e molti
di noi non lo avevano mai conosciuto. ( ... ). Questo fu scuola per la massa di noi:
( ... ) quanto si poteva afferrare tendendo l'udito, di dentro alla cuffia di un apparec-
chio a galena, verso le prime voci non fasciste che finalmente giungessero fino a noi:
Madrid, Barcellona. Ricordate l'inverno del '36-'37? Ogni operaio che non fosse un
ubriaco ne, e ogni intellettuale che avesse le scarpe rotte, passarono curvi sulla radio
a galena ogni loro sera, cercando nella pioggia che cadeva sull'Italia ( ... ) le colline il-
luminate di quei due nomi. Ora sentivano che nell'offeso mondo si poteva essere fuo-
ri dalla servitù e in armi contro di essa ( ... ). Una voce era, alla radio, un canto
insopprimibile ( ... ) in una sconosciuta lingua, in spagnolo. E la scuola continuò nel-
le stesse file di coloro che vennero chiamati "legionari": i ragazzi affamati con fame
anche di città nuove e mondo da vedere, non di pane e sigarette soltanto, che ( ... )
furono portati su eterni chilometri di strade, in colonne di camions dai fari che rug-
givano di luce nella pioggia, fino a Brihuega e fino dinnanzi a Guadalajara fin dove
appresero quello che d'altro può esservi nel mondo ( ... ) "(59).
È nota la vicenda dell'intervento antifascista italiano in Spagna iniziato dai
130 uomini della colonna italiana "Giustizia e Libertà" che il 28 agosto 1936 a
Monte Pelato (Huesca) ha i primi sette caduti. Niente più di una scaramuccia vit-
toriosa, ma la sua eco è raccolta perfino dai "cantastorie" popolari di Lione (60).
La "colonna" ingrossa rapidamente fino a 400 uomini. Com'è noto, la presenza
antifascista nelle fila della Repubblica assumerà a mano a mano caratteri diversi.
Il battaglione "Garibaldi", inizialmente comandato dal repubblicano Pacciardi, si
distinguerà allo ]arama e a Guadalajara. Poi il rapido prevalere dei comunisti por-
terà a cambi nel comando e all'estensione del modello "brigate internazionali",
grande appuntamento dei "malpensanti" del mondo comunisti e non comunisti:
francesi, tedeschi, inglesi, nordamericani, messi cani, polacchi ecc.
Profetico suona l'appello lanciato da Carlo Rosselli a radio Barcelona il 13
novembre 1936, pochi mesi prima di cadere egli stesso sotto i pugnali fascisti:
Compagni, fratelli italiani, ascoltate. Oggi in Spagna. Domani in Italia (61).
Beninteso la diffusione dell'ascolto delle trasmissioni radio dalla Spagna, an-
che in case borghesi e operaie, perfino nelle stesse sedi di organizzazioni fasciste
come il "Dopolavoro" (a tarda sera dopo la chiusura al pubblico) non si iscrive
(59) E. Vittorini SIJagna patria di tutti in "Il Politecnico" n. l (29 settembre 1945) in
M. Forti, S. Pau tasso (cur.) Il Politecnico. Antologia critica Milano Lerici 1960 p. 221-223.
(60) Aldo Garosci La vita di Carlo Rosselli Roma Ed. "U" 1945 (2 voi!.) Il p. 200-201.
(61) Oggi in Spagna Domani in Italia "Giustizia e Libertà" 26 novembre 1936.

