Page 249 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
P. 249
L'OPINIONE PUBIILICA IN ITALIA SULLA GUERRA CIVILE DI SPAGNA 231
Tornando al "Corriere", le note a firma H.L. trascolorano in armonia con
l'evoluzione del Governo fascista divenuta palese a fine luglio dopo l'atterraggio
forzato nel Marocco francese di alcuni degli aerei italiani segretamente inviati a
Franco. Al di là di esagerazioni e dell'attribuzione di ogni misfatto ai "comuni-
sti", si coglie la transizione dalla fase pronunciamiento (fallito) alla guerra civile
di esito non scontato. Il passaggio avviene con una certa gradualità. Così il 4 ago-
sto 1936 leggiamo che in questa lotta "per la vita e per la morte ( ... ) si ha l'im-
pressione che le azioni degli insorti siano in rialzo e che essi guadagnino ogni
giorno di prestigio e di forza con l'adesione quotidiana di tutto ciò che in Spa-
gna rappresenta degnamente il mondo della politica, della diplomazia nonché la
classe intellettuale".
Quindi il linguaggio del "Corriere" e dell'intera stampa italiana si assesta sul-
le posizioni durate poi tutta la guerra. Gli insorti e i sediziosi divengono i Nazio-
nali, i governativi si mutano in Rossi, spesso chiamati anche senza-dio (15). Domina
ormai lo stereotipo di una lotta a fondo fra civiltà e barbarie, fra cristianesimo e
bolscevismo ateo (pochissime e rare le sfumature).
Il più esagitato fra gli "inviati" del "Popolo d'Italia" è Luigi Barzini Senior, che
dal novembre 1936 addebita ogni avvenimento spagnolo a una totale e compiuta
sovietizzazione della Repubblica:
"Un sovietismo tipo 1919, o qualcosa che gli somiglia, viene rapidamente appli-
cato alle province spagnole soggette al dominio rosso. Agenti moscoviti presie-
dono alla instaurazione di questo sinistro regime.
( ... ) L'opera di decomposizione economica procede in una ridda di ordini e di
regolamentazioni, la cui esecuzione è affidata a turbe di milicianos in servizio
di polizia ( ... ). La morte è messa a guardia del nuovo ordine.
(.,,,) Il vero Governo è al Cremlino. I russi, assumendo la direzione della guerra,
hanno assunto la direzione di tutto. La bolscevizzazione delle province spagnole
dell'Est è voluta, inspirata e controllata da Mosca. Quello che avviene laggiù non
è che una forma indiretta, larvata e camuffata di dominazione straniera".
Dato l'ormai palese schieramento del Governo fascista non stupisce che Bar-
zini accrediti questa versione, certo senza preoccuparsi di illustrare lo sforzo del
governo repubblicano per riordinare il caos e per reprimere gli abusi. Sorpren-
de invece che l'illustre inviato mostri di conoscere male la stessa Spagna fran-
chista dove si trova, almeno a giudicare da qualche scampolo della sua corrispondenza
privata in cui non esita a somministrare anche consigli di natura militare.
(15) Aquarone a p. 4, nota 3 segnala che "Il Messaggero" fin verso la fine del 1936 usa an-
cora le espressioni "insorti" e "governativi".

