Page 286 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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cambiamento innescato dalla nuova arma aerea influenzi le tradizionali opera-
zioni di superficie. Da questo scaturisce l'esigenza di passare dalla mera coopera-
zione ad una guida unica, fino a raggiungere "unità di azione". Dopo essere tornato
ad accettare, in contrasto a quanto scritto l'anno prima, l'esistenza di aviazioni
ausiliarie poste a carico dei bilanci di Marina ed Esercito, Douhet ammette anche
l'alto costo dei mezzi aerei, che giustifica però chiedendosi se sia possibile opera-
re sulla superficie senza avere la superiorità aerea.
"Indipendentemente dal problema generale della guerra si precisa oggi, per
l'esercito e per la marina, il problema di combattere dominati dall'aria.
Non andiamo a cercare ora se ciò può essere più o meno probabile, basta ammet-
tere - e non è più possibile escluderlo - che ciò è possibile.
Poiché questa possibilità non è mai stata tenuta in conto, poiché non si è mai
tenuto in considerazione che sopra un esercito - od una marina - operante può
agire una imponente massa aerea offensiva, occorre esaminare se le forme ed i
modi di combattere, concretati non tenendo conto di quella possibilità, risulti-
no ancora idonei quando di essi si tenga conto. Difficilmente ciò si verificherà
e, non verificandosi, sarà necessario modificare opportunamente le forme ed i
modi di combattere.
Altrimenti il dominio dell'aria conquistato dal nemico produrrà, automatica-
mente, dannosissime ripercussioni sulla potenzialità effettiva delle forze armate
di superficie" (63).
Proprio questo sarebbe successo nel 1943 in Tunisia ed in Sicilia. Purtroppo,
Douhet non approfondisce questa sensata osservazione e conclude l'articolo la-
sciandola sospesa, a metà tra la domanda retorica e la sfida agli "studiosi di guer-
ra terrestre e marittima". Ciò può confermare la chiave di lettura della lunga
collaborazione con la "Rivista Aeronautica": non la stesura di una dottrina uffi-
ciale, mai formalizzatasi in un documento o un manuale di addestramento, quan-
to lo stimolo a riflettere sul ruolo, la funzione ed il potenziale dell'arma aerea.
Nell'accettazione di questo ruolo si rinvengono senz'altro dimensioni di spirito di
corpo, propaganda e persino autopromozione, ma ciò, anche alla luce delle suc-
cessive esperienze belliche, non consente di giustificare la riduzione dell'icona del
profeta assoluto con quella del semplice polemista. Gli elementi noti indicano piut-
tosto che nel pensiero di Douhet il nesso tra i concetti di nazione, difesa nazio-
nale e armata aerea non fosse occasionale, ma scaturisse dalla corretta percezione
del potenziale dell'azione aerea abbinata alla ricerca di un approccio italiano al
problema della guerra nell'età della tecnologia.
(63) G. DOllhet, "Il problema integrale ... ", cit., p. 244.

