Page 284 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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Gli errori tecnici non permettono tuttavia di ridurre il valore di Douhet a
quello di mero partecipante del dibattito militare italiano del primo dopoguer-
ra. Al contrario, la storia ha sostanzialmente confermato la sua intuizione circa
l'ascesa del potere aereo, l'impossibilità di condurre operazioni di superficie
senza il controllo dell'aria e l'ineluttabilità del marcato predominio delle avia-
zioni sulle altre forze armate. Non sarebbe infatti ragionevole negare che gli ae-
rei abbiano effettivamente portato alla distruzione di intere città con attacchi
aerei (non chimici ma esplosivi, incendiari, persino atomici) o dubitare del po-
stulato riguardo l'intrinseca capacità del mezzo aereo di sfumare le distinzioni
tra "fronte" e "retrovia" sino a trasformare in bersaglio potenziale l'intera na-
zione avversaria, compresi centri abitati (57). Né sarebbe corretto concludere che
negli anni Venti fosse errato vedere nell'aeroplano l'elemento chiave di quella
che oltre mezzo secolo dopo sarebbe stata identificata come la seconda rivolu-
zione tecnico-militare, dopo l'invenzione della polvere da sparo e prima della
cosiddetta Revolution in Military Affairs (5H).
eesame condotto come pura elencazione di previsioni azzeccate o errate non
pare però la strada migliore per una comprensione complessiva del pensiero di
Douhet. Tra l'altro, il carattere argomentativo dei suoi scritti rende sin troppo
agevole cavarne citazioni polemiche a sostegno di questa o quella tesi, così "co-
me è possibile piegare le parole per sostenere l'interpretazione che vorrebbe la
Regia Aeronautica totalmente asservita ad una visione assolutizzante del valore
bellico delle forze aeree, fino a rinchiudersi in un "isolazionismo assurdo gravido
di conseguenze alla prova bellica" (59). Ulteriori ostacoli ad una conclusione defi-
nitiva provengono dalle troppe lacune riguardo le sue vicende biografiche, che
pure suggeriscono un uomo spigoloso e poco incline al confronto, ma anche una
personalità poliedrica capace di esprimersi con linguaggi poco ortodossi per un
militare, dal giornalismo alla pittura.
Anche con le attuali incomplete conoscenze, è chiaro che molte affermazioni
douhettiane, che in prima approssimazione potrebbero sembrare principi astrat-
ti, appaiono in una luce diversa e ben più concreta ove le si rapporti al mo-
mento nel quale il generale operava. È il caso dcll'influenza della prima guerra
mondiale, che costituisce un'indispensabile chiave per spiegare cosa spingesse
(57) Cfr. ad esempio Giulio Douhet, "II problema nuovo", in "Educazione Fascista", a.
V, 1927, n. 2 (febbraio), p. 65 e 66; id., "La nuova clottrina bellica", "Educazione Fascista",
a. VII, 1929, n. 2 (febbraio), p. 99-100.
(58) Gli altri clementi clelia RMA a cavallo ciel 20° secolo sarebbero stati, mitragliatrici
e sommergibili.
(59) Giorgio Rochat, Itala Balbo, cit., p. 168.

