Page 293 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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LA  PROPAGANDA  DELLA NAZIONE ARMATA                                  275


         anche morale, degli italiani, ancora nel  1988, in occasione di convegni storici sul-
         la grande guerra, si  parlava di  Caporetto come disfatta totale, come sciopero mi-
         litare, o come macabra rappresentazione di campi sterminati di armi abbandonate
         e di  cadaveri infiorati da serrati steli  di  baionette. Se  così fosse  stato, come spie-
         gare  poi  le  successive  vittoriose  battaglie del  giugno  1918  e di Vittorio Veneto?
         Enigmi?  E della storia o degli  storici?
            Le  ricerche che ho condotto, inoltre, sull'argomento che mi  è stato assegna-
         to, pur guardando agli avvenimenti, sono necessariamente e per la maggior par-
         te rivolte agli effetti, perché sono questi che, partendo dalla propaganda, possono
         fornire argomentazioni e spiegazioni sull'adesione ed il consenso degli italiani al
         ventennale regime.
            Preciso ancora che non do letture "vulgate" né aderisco a tesi preconcette o luo-
         ghi  comuni,  nell'esplorare  cause  ed  effetti;  mi  rifaccio  soltanto  alla  copiosa  docu-
         mentazione d'archivio, ed in particolare a quella esistente presso l'Ufficio Storico dello
         Stato Maggiore dell'Esercito già citata.  I documenti sono lì, alla  portata di  tutti.
            Chiudo infine questa premessa, avvertendo che per necessità di sintesi artico-
         lerò in sei  punti il  mio intervento sulla propaganda della Nazione Armata:
            i precedenti;
            l'organizzazione;
            il  ruolo dei militari;
            la propaganda prima, durante e dopo le guerre;
            l'adesione ed il consenso della Nazione Armata;
            alcune annotazioni.



         I precedenti

            A partire dal  Risorgimento e fino  ai  primi del Novecento, la propaganda del-
         la "militarità" (2)  italiana fu  un fenomeno legato in massima parte ai  conflitti. Una
         necessità  squisitamente bellica,  quindi,  e pertanto affidata. all'organizzazione mi-
         litare,  una necessità  diversa  dal  dibattito che si  svolgeva,  in  tempo di  pace,  fra  i



            (2)  Uso  una dizione  molto generica  perché  non è  possibile attagliare altri termini ad una
         materia - la dialettica della propaganda del militare - che nell'Ottocento muoveva i primi pas-
         si  e assumeva mille  sfumature, a  partire dai  dibattiti sulla  nazione armata o in armi, allo spiri-
         to militare e/o allo spirito bellico degli italiani. Su  questo ultimo tema si consultino gli Atti del
         Seminario Lo spirito militare degli italiani,  Padova, 16 -18 novembre 2000, curati da Piero Del
         Negro. Segnalo in merito il  mio contributo "Lo spirito delle truppe in guerra nelle relazioni dei
         Comandi e nella censura epistolare", pubblicato negli  stessi  atti.
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