Page 298 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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           efficacia  dell'assistenza  e  della  propaganda  nella  grande  guerra,  affidate  ad  una
           pletora di  Comitati ed enti, anche quando nel  1918, tardivamente, era stato co-
           stituito il Commissariato Generale per l'Assistenza Civile e la Propaganda Inter-
           na.  Senza  preordinate  direttive  - continuava  la  relazione  - si  erano  verificati
           dispendi di energie, dispersione di  mezzi e,  cosa peggiore, disparità di interventi
           e di  trattamento che avevano provocato malumori e danni.
               Dopo  aver  lamentato  la  mancanza  di  un  organo  direttivo  della  propaganda
           nella grande guerra, buffo e contraddittorio diventava un  passo del  documento:
           " ... Molti dei  sistemi  che si  ravvisarono  indispensabili durante la guerra non ap-
           paiono più utili; giacchè quel che riguarda l'obiettivo sostanziale della propagan-
           da,  tendente a richiamare i cittadini a stringersi in  un sol  partito per la  salvezza
           della Patria,  è ora insito e persistente nella  stessa anima nazionale,  scevra ormai
           da tutte le  passioni di  parte, per sempre sepolte ... ".

               In  definitiva, il documento sembrava affermare che ormai l'obbiettivo della
           Nazione Armata era raggiunto, che finalmente l'Italia era un popolo di guerrie-
           ri, e che produrre propaganda non era necessario, perché i cittadini non ne ave-
           vano bisogno, in quanto profondamente motivati e persuasi nell'intimo di accorrere
           a  falange  al  richiamo della Patria.  Propaganda e assistenza erano così  superflui
           che  non  era necessario  neanche costituire  i previsti  Comitati regionali e Sotto-
           comitati, da spiegare soltanto durante eventuali conflitti e limitatamente al  pe-
           riodo  guerreggiato,  perché  in  tempi  di  pace  prefetture  e  autorità  locali  erano
           sufficienti alla  bisogna.

               Ovviamente, con tali  premesse,  non veniva  neanche  abbozzata  un'articola-
           zione  periferica  dell'assistenza  e  della  propaganda,  affidate  dalla  stessa  Com-
           missione a prefetture, enti locali e altri. Genericamente, infatti, veniva affermato
           che alla propaganda dovevano  provvedere "uomini genialissimi"  (chi?),  e l'As-
           sociazione Nazionale Mutilati,  i cui  affiliati  portavano "già impressi  nella  car-
           ne  i segni  della  gloria"  e  pertanto erano  "elementi  formidabili  di  propaganda
           morale delle masse".
               All'assistenza avrebbero invece provveduto Province,  Comuni,  Opera Na-
           zionale Invalidi  di  Guerra, Comitato Nazionale Orfani di  Guerra, Croce Ros-
           sa,  Opera  Nazionale  Maternità  e  Infanzia,  Opera  Nazionale  Dopolavoro,
           organizzazioni giovanili, religiose, ecc. In definitiva, l'assistenza veniva affidata ad
           una pletora di  enti, affollamento già  tanto criticato in apertura dalla stessa rela-
           zione  per quanto era successo  nella  grande guerra:  niente di  più  sconclusionato
           poteva essere scritto.
               Alle conclusioni fu,  comunque, allegata una bozza per la direzione della pro-
           paganda, che istituiva un  Organo di  propaganda aWinterno ed assistenza civile
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