Page 297 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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LA PROPAGANDA DELLA NAZIONE ARMATA 279
e organizzazione
Una nazione armata degna di tal nome, cioè in grado di essere preparata a
guerreggiare efficientemente, doveva però essere pronta alla mobilitazione gene-
rale allo scoppio di un conflitto. Nel 1925 veniva pertanto promulgata la legge
per l'Organizzazione della Nazione in Guerra (11), che intendeva fare tesoro delle
esperienze e degli insegnamenti della 1 a guerra mondiale, e dettava le norme per
mettere lo Stato in grado di affrontare e di superare l'inevitabile crisi che si sa-
rebbe determinata al momento della mobilitazione generale.
Una legge importante per la preparazione del Paese ad un eventuale con-
flitto, e per il potenziamento delle forze armate; che, in parte, finÌ per essere
svuotata di efficacia, di fronte soprattutto alle difficoltà di natura economica
e finanziaria che si presentarono, con tutte le inevitabili conseguenze che ne
sarebbero poi seguite.
La legge, sommariamente, guardava nel suo complesso alla mobilitazione ci-
vile ed alla mobilitazione militare. La mobilitazione civile soprattutto rientrava
nelle finalità legislative. Essa doveva essere attuata con l'istituzione di una serie
di Enti, articolati in Comitati regionali e Sottocomitati, posti alle dipendenze dei
Ministeri competenti e sottoposti, per la direzione ed il coordinamento, alla Com-
missione Suprema di Difesa. Tali organismi avevano il compito di importare le
materie prime, di occuparsi delle fabbricazioni di guerra, di assicurare l'alimen-
tazione del Paese, e, per gli aspetti che ci riguardano più da vicino, di fare ope-
ra di propaganda e di assistenza civile. È subito da annotare che nell'articolazione
e nell'organizzazione della propaganda la legge non previde organi militari per
la propaganda di guerra.
Nel 1927 la Commissione Suprema di Difesa si occupò per la prima volta
dell'organo di propaganda e assistenza civile previsto dalla legge, e tracciò le di-
rettive per le linee di azione da attuare in caso di mobilitazione. I compiti dove-
vano essere divisi tra Ministero degli Esteri (propaganda all'estero) e Ministero
degli Interni (propaganda all'interno e assistenza civile); quest'ultimo si sarebbe
avvalso della collaborazione de Il' Associazione Nazionale Mutilati. I due dicasteri
avrebbero dovuto operare in simbiosi, per ottenere unità di indirizzo.
La lettura del verbale della riunione, compilato l'anno successivo, ci fa com-
prendere come la discussione sulle attività di propaganda della Nazione Armata
fosse fumosa e vaga, persino nella stessa ideazione e organizzazione (12). Le se-
riose considerazioni generali, introduttive dell'argomento, lamentavano la scarsa
(11) Legge n. 969 dell'8 giugno 1925.
(12) AUSSME, Carteggio della Commissione Suprema di Difesa, registro F9, busta 15.

