Page 299 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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LA  PROPAGANDA  DELLA NAZIONE ARMATA                                   281

         in  caso di guerra. Tale  organo era articolato su  una direzione, una segreteria, un
         servizio  di  propaganda  all'interno,  UI1  servizio  dell'assistenza  civile,  un  servizio
         ispettivo e di  controllo (13).
             Il  Servizio  di  propaganda  all'interno  comprendeva  un  ufficio  Conferenze  di
         propaganda,  un  ufficio  Informazioni  per  monitorare  lo  stato  d'animo  della  po-
         polazione, un ufficio Stampa per la  diffusione  di  notizie e comunicati.
             Il  Servizio  dell'assistenza  civile  riuniva  un  ufficio  per  l'assistenza  alle  fami-
         glie dei combattenti, un ufficio per l'assistenza degli emigrati rimpatriati, un uf-
         ficio  per la sistemazione dei  minorati  di  guerra e  un ufficio  per la  sistemazione
         delle  pensioni di  guerra.
             Il  Servizio  ispettivo  e di  controllo  aveva  a  disposizione  un  congruo numero
         di ispettori per controllare l'andamento e l'efficacia delle attività di  propaganda
          e assistenza.
             Nella stessa seduta la Commissione si  occupò della  propaganda all'estero, af-
          fidata  al  dicastero degli  Esteri attraverso il  Corpo diplomatico e i Fasci all'estero,
          e del  servizio di  propaganda da sviluppare nel  progetto di  difesa contraerea pas-
          siva del territorio nazionale.  Finalità di  questo servizio erano quelle di  preparare
          moralmente  la  nazione  all'offesa  aerea,  "sviluppando  un  animo  virile";  di  per-
          suadere la  collettività  a predisporre le  difese  comuni  ed individuali;  di  far  cono-
          scere elementari nozioni sulle possibilità offensive degli aerei; di divulgare i mezzi
          della difesa  passiva.
             La direzione del servizio di protezione antiaerea fu  affidata al Ministero dell'In-
          terno,  attraverso  l'Organo  Centrale  lnterministeriale  per  la  Protezione  Antiaerea
          (1930), divenuto Comitato nel  1932. Le  continue difficoltà finanziarie  e la  scar-
          sa  sensibilità  di  politici  e  militari  al  problema,  costrinsero  il  generale  Francesco
          Giannuzzi Savelli,  presidente del  Comitato, a far  riconoscere giuridicamente una
          associazione  privata  sorta  a  Milano,  l'Unione  Nazionale  Protezione Antiaerea
          (U.N.P.A.),  che  aveva  organizzazione,  vitalità  e  finanziamenti  più  consistenti  di
          quella statale, e che finì  per assorbire e sostituire il  Comitato.
             Mentre all'estero molti Stati si  dotavano di  organizzazioni cospicue di  risorse
          in  uomini,  mezzi  e  denari,  in  Italia anche l'U.N.P.A.  si  dibattè  fra  mille  difficoltà
          e dm"ante la seconda guerra mondiale, nonostante l'imponente organizzazione im-
          piantata sulla  carta,  non condusse  né  serie  azioni  preventive - se  non  i folclori-
          stici  addestramenti  e  le  inutili  dimostrazioni  - né  portò  concreto  sollievo  alle




             (13)  Per  un  storia  della  propaganda  in  genere,  e  di  quella  militare  in  particolare,  di
          questo  periodo,  vedasi  Nicola  della Volpe,  Esercito  e propaganda  fra  le  due  guerre,  SME  -
          Ufficio Storico,  Roma  1992"
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