Page 304 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
P. 304
286 NICOLA DELLA VOLPE
totalitario aveva raggiunto il traguardo del consenso delle masse. Non solo co-
me educazione e partecipazione degli italiani alla realizzazione della Nazione
Armata, ma anche come accettazione di quei principi, di quei temi ideologici
che costituivano le giuste cause per motivare e spiegare le guerre. I quali erano
essenzialmente due:
la ricerca dello spazio vitale in Africa, "il posto al sole", ottenuto possibil-
mente con la rivincita su una sconfitta vecchia di decenni, quasi dimenticata,
ma che ora "bruciava" (18);
la lotta alle ideologie comuniste, agli "anticristo" che cercavano di diffondersi
in Europa.
Entrambe le tesi erano radicate nel motivo di fondo che l'Italia era un an-
tico faro di ci~iltà, con il dovere morale di portare luce nel mondo, fosse es-
sa libertà dalla schiavitù in Africa o libertà dal comunismo (e più tardi dalle
plutocrazie) altrove.
A diffondere in mille modi e con tutti gli strumenti la propaganda di que-
sti temi non era soltanto il Ministero per la Stampa e la Propaganda (ricordia-
mo, nel 1937 della Cultura Popolare), ma una pletora di ministeri, organi ed
enti, che costituivano nel loro insieme l'apparato propagandistico del fascismo.
Sintetizzo schematicamente quali erano questi enti e quali funzioni avevano.
Di propaganda si occupavano:
la Commissione Suprema di Difesa, presieduta dal capo del Governo, che pre-
disponeva ed emanava le direttive sulla materia in vista della mobilitazione;
il Ministero per la Stampa e la Propaganda, che ideava, produceva e control-
lava la propaganda e la contro propaganda attraverso i mezzi e gli strumenti
di comunicazione;
il Ministero degli Affari Esteri, che svolgeva informazione, propaganda e
contro propaganda all'estero;
il Ministero della Guerra, che curava all'interno delle forze armate assi-
stenza, propaganda e contropropaganda. E che misurava, con la censura epi-
stolare, il polso del consenso fra le truppe. Con l'apertura dei fronti di
guerra, il dicastero militare incominciò a produrre propaganda per proprio
(18) Nel 1934 vi fu una battuta d'arresto nella propaganda c nella preparazione per
risolvere la "questione abissina"; il lO agosto Mussolini scrisse al ministro delle Colonie
e ai sottosegretari militari di stroncare ogni voce sulle intenzioni aggressive dell'Italia nei
confronti dell'Etiopia, perché la critica situazione internazionale (militarismo tedesco,
fallimento delle trattative per il disarmo ecc.) non consentiva di sottrarre forze militari
allo scacchiere europeo.

