Page 304 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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             totalitario aveva  raggiunto il  traguardo del  consenso delle  masse.  Non solo co-
             me  educazione  e  partecipazione  degli  italiani  alla  realizzazione  della  Nazione
             Armata,  ma  anche  come  accettazione  di  quei  principi,  di  quei  temi  ideologici
             che costituivano le giuste cause  per motivare e spiegare le  guerre.  I quali  erano
             essenzialmente due:
                la  ricerca  dello  spazio  vitale  in  Africa,  "il  posto  al  sole",  ottenuto possibil-
                mente con la  rivincita su  una sconfitta vecchia di  decenni,  quasi  dimenticata,
                ma che  ora "bruciava" (18);
                la  lotta alle ideologie comuniste, agli  "anticristo" che cercavano di  diffondersi
                in  Europa.

                Entrambe le tesi erano radicate nel  motivo di  fondo che l'Italia era un an-
             tico  faro  di  ci~iltà, con il  dovere morale di  portare luce nel  mondo, fosse  es-
             sa  libertà dalla schiavitù  in  Africa  o  libertà dal  comunismo  (e  più  tardi  dalle
             plutocrazie)  altrove.

                A diffondere in  mille  modi e con tutti gli  strumenti  la  propaganda di  que-
             sti temi non era soltanto il  Ministero per la Stampa e la  Propaganda (ricordia-
             mo,  nel  1937  della  Cultura  Popolare),  ma  una  pletora di  ministeri,  organi  ed
             enti, che costituivano nel loro insieme l'apparato propagandistico del fascismo.
             Sintetizzo  schematicamente  quali  erano  questi  enti  e  quali  funzioni  avevano.
             Di  propaganda si  occupavano:
                la Commissione Suprema di Difesa,  presieduta dal capo del Governo, che pre-
                disponeva ed emanava le  direttive sulla materia in vista  della mobilitazione;
                il  Ministero  per la  Stampa  e la  Propaganda,  che  ideava,  produceva e control-
                lava  la  propaganda e  la  contro propaganda attraverso  i mezzi  e  gli  strumenti
                di  comunicazione;
                il  Ministero  degli  Affari  Esteri,  che  svolgeva  informazione,  propaganda  e
                contro propaganda all'estero;
                il  Ministero  della  Guerra,  che  curava  all'interno  delle  forze  armate  assi-
                stenza, propaganda e contropropaganda. E che misurava, con la censura epi-
                stolare,  il  polso  del  consenso  fra  le  truppe.  Con  l'apertura  dei  fronti  di
                guerra, il  dicastero militare incominciò a produrre propaganda per proprio



                (18)  Nel  1934 vi  fu  una battuta d'arresto nella  propaganda c  nella  preparazione per
             risolvere  la  "questione abissina";  il  lO  agosto  Mussolini scrisse  al  ministro delle  Colonie
             e ai  sottosegretari militari di  stroncare ogni voce sulle intenzioni aggressive dell'Italia nei
             confronti  dell'Etiopia,  perché  la  critica  situazione  internazionale  (militarismo  tedesco,
             fallimento  delle  trattative  per  il  disarmo  ecc.)  non  consentiva  di  sottrarre  forze  militari
             allo  scacchiere  europeo.
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