Page 305 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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LA  PROPAGANDA DELLA  NAZIONE ARMATA                                   287


           conto,  con  potere  d'intervento  sui  mezzi  di  comunicazione  all'interno  del
           Paese e all'estero. Vedremo come in seguito, in  particolare con la guerra in
           Etiopia e la  campagna di  Spagna (19);
           il  Partito  Nazionale  Fascista  e  la  Milizia  Volontaria  Sicurezza  Nazionale,
           che avevano propri  uffici  di  propaganda e attuavano programmi con forti
           connotazioni ideologiche;
           il Ministero dell'Interno,  che attraverso la  sua  rete  informativa e gli  organi di
           censura forniva  utili  elementi per la  propaganda e la  contropropaganda;
           il  Ministero  delle  Colonie  (nel  1937  dell' Africa  Italiana),  che  concorreva
           all'informazione e alla  propaganda in Africa,  quando non la produceva per
           proprio conto;
           il  Comitato  Centrale  Interministeriale  per  la  Protezione Antiaerea  (poi  Unio-
           ne Nazionale Protezione Antiaerea), che produceva informazione e propaganda
           per la  protezione passiva  dall'offesa aerea.
           È facile  immaginare cosa succedesse.  Ciò nonostante, il  dicastero della  propa-
        ganda riuscì  ad orchestrare la  complicata macchina e a tenerla grosso modo sotto
        controllo.  Da una relazione presentata nel  1936 da Galeazzo Ciano, ministro per
        la  Stampa e la  Propaganda,  alla  XIII Sessione  della  Commissione Suprema di  Di-
        fesa (20),  apprendiamo  quanto era  stato  fatto  dagli  organi  preposti  alla  propagan-
        da, dall'istituzione a  quell'anno, alle  dipendenze  prima del  Ministero dell'Interno
        e poi, dal  1935, del suo dicastero.
            In pratica, fino  al  1931  nulla era stato fatto;  a quella data,  gli  Interni avevano
        costituito un Ufficio  per la  trattazione degli  affari  della  propaganda, diretto da un
        vice  prefetto. Esso era articolato sul nucleo ministeriale e su  93  organi provinciali,
        istituiti presso le  prefetture, che avevano la direzione e la vigilanza degli  organi.
            Gli  organi  provinciali  erano retti  da  ufficiali  invalidi  o  funzionari  civili  a  ri-
        poso,  designati  da  Guerra e  Interni,  e organizzavano e  realizzavano  le  attività di
        propaganda a livello locale. Si avvalevano di oratori e propagandisti scelti dai pre-
        fetti,  d'intesa con il  Partito e con i vari  sodalizi,  distribuiti  nei  vari  centri di  pro-
        paganda della  provincia.  Inoltre,  nelle  scuole  fu  selezionato un  folto  numero di
        insegnanti,  che  avrebbero dovuto fare  propaganda  fra  gli  studenti e secondo un
        "piano prestabilito" che non  fu  mai  specificato.
            Galeazzo Ciano, sottosegretario alla Stampa e Propaganda nel 1935, non mo-
        dificò  la  struttura periferica,  poiché di  fatto,  attraverso  i  prefetti, essa  era  nelle




            (19)  Rimando ancora a  Nicola della Volpe, Esercito e  ProlJaganda  nella 2" guerra  mOI1-
        diale  (1940 -1943), op.  cit.,  per la  storia della propaganda e degli  strumenti di  propaganda
        utilizzati  dal  dicastero della  Guerra durante  il  conflitto.
            (20)  AUSSME, carteggio Commissione Suprema di  Difesa,  registro  F9,  busta 42/15.
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