Page 306 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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mani del potere centrale; si adoperò invece per aggiornare e potenziare la mac-
china, provvedendo a pubblicare un bollettino di mobilitazione per gli organi
provinciali, sostituendo i funzionari incapaci o non più disponibili, istituendo l'or-
gano provinciale presso la neonata 94 a provincia di Asti, revisionando i centri e le
liste di oratori e propagandisti. Nel 1936 risultarono istituiti 1.055 centri con 3281
oratori e propagandisti, schedati e scelti dopo essere stati selezionati con cura.
Nel 1935 fu però rivista la struttura centrale; fu istituito infatti il Nucleo di
Propaganda Interno ed Estero (NU.P.LE.), alle dipendenze della Direzione Gene-
rale della Propaganda del ministero. Il nucleo, come detto nella stessa denomina-
zione, era ripartito su due sezioni, interno ed estero.
La Sezione Interno aveva il compito di definire il programma della propagan-
da nel Paese, di predisporre norme e funzionamento in tempo di guerra, sanare le
carenze dell'attività, di compilare e aggiornare lo schedario di scrittori, oratori, pro-
pagandisti, pubblicisti. Predispose, inoltre, il programma da attuare al momento
della mobilitazione, con direttive sull'organizzazione periferica (in sostanza quella
accennata) e sulle attività da svolgere, in collaborazione con la stampa locale e le
scuole, utilizzando radio e cinematografia. Allo scoppio del conflitto italo-etiopico
fu chiesto di attivare l'organizzazione interna come previsto, per verificarne l'effi-
cienza ma anche per contrastare le attività di propaganda che il Partito aveva mes-
so in atto per proprio conto. l?attivazione, durata a titolo di sperimentazione dal
28 ottobre al 19 novembre 1935, a detta della relazione fu positiva.
La Sezione Estero fu costituita sul nucleo esistente presso il Ministero degli
Esteri; questo non aveva svolto alcuna attività nei suoi anni di vita, ad eccezione
di un sondaggio sull'utilizzazione in alcuni stati della radio e del cinema come
strumenti di propaganda, e a rare iniziative definite insignificanti. Fu perciò ac-
celerata, in previsione della guerra in Etiopia, la formazione dei Nuclei di propa-
ganda all'estero, costituiti in genere con ufficiali in congedo e soprattutto dove
forte era la presenza di comunità italiane. I nuclei ebbero il compito di elevare il
patriottismo dei connazionali, di influenzare la stampa locale, di raccogliere e tra-
smettere elementi informativi utili per le attività della propaganda.
Nella prima fase di organizzazione dei nuclei, ne risultarono operanti all'este-
ro 146 con 631 propagandisti, in pratica in tutti i continenti. Soltanto nell' Ame-
rica del nord non fu possibile istituire nuclei, non solo per la mancanza di
associazioni del Fascio e degli ufficiali in congedo, ma anche per la questione
della doppia nazionalità degli emigrati. Attivissima propaganda fu però svolta
da comitati patriottici e dall'Unione Italiana d'America.
I nuclei di propaganda all'estero furono efficientissimi durante la guerra in
Etiopia, distribuendo pubblicazioni ed opuscoli (circa 300.000), pubblicando
articoli (circa 3.000), fornendo fotografie, grafici, diapositive, cinematografie
del conflitto a enti e mezzi di informazione (oltre 31.000 pezzi). Un ufficiale

