Page 307 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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LA PROPAGANDA DELLA NAZIONE ARMATA 289
dell'esercito, il maggiore Amedeo Tosti, si sottopose a faticosi trasferimenti per in-
dottrinare i nuclei, e tenne in pochi mesi 36 conferenze muovendosi fra Europa,
Mrica e Medio Oriente.
Al termine del conflitto, l'organizzazione risultava così potenziata che erano
operanti, soltanto in Africa Orientale, 152 nuclei con 700 propagandisti.
I.:organizzazione centrale mantenne in vita l'attività dei nuclei all'estero dopo
la campagna di Etiopia, poiché nel frattempo la situazione in Spagna richiedeva
di controbattere ovunque, ma specialmente all'estero, la feroce propaganda co-
munista che la Russia andava conducendo. Non da sola; la Francia soprattutto ne
era sostenitrice, per ovvie preoccupazioni di confine. Una vittoria del nazionali-
smo in Spagna l'avrebbe infatti stretta fra tre pericolose potenze - Spagna, Italia,
Germania - con governi totalitari e dittatoriali (come poi avvenne).
Anche in Italia, dove era stata messa a tacere per oltre un decennio, la pro-
paganda comunista era diventata attiva e invadente. I.:efficiente organizzazione
delle cellule comuniste spiegata ovunque dal governo sovietico per la propagan-
da, fece addirittura ipotizzare alla Commissione Difesa, come si legge nelle rela-
zioni della seduta della XVI sessione (21), di dare ai nuclei di propaganda all'estero
" ... una figura corrispondente, in certo modo, alle cellule, di cui tanto abilmente
si avvale il governo sovietico per la sua nefasta propaganda ... ". La rigida struttu-
ra comunista avrebbe consentito inoltre un maggior controllo sui nuclei all'este-
ro, che cercavano di sfuggire alle direttive del centro per assumere la fisionomia
di veri e propri centri di propaganda autonomi.
Il riconoscimento della temibile efficacia della propaganda comunista portò
ad una considerevole produzione di propaganda, in Italia e all'estero. I.:Ufficio
centrale produsse per la propaganda antibolscevica 300.000 manifesti murali,
150.000 fotografie di atrocità comuniste, 97.000 opuscoli. In Spagna, a integra-
zione delle attività svolte sul posto, furono inviati 1.900 volumi per la costitu-
zione di una biblioteca itinerante, 200.000 striscioni murali con frasi del Duce;
oltre ad amene curiosità, come 500 bandierine italiane per automobili, 500 foto-
grafie del "Duce con la spada dell'Islam" per le truppe marocchine franchiste, 500
fotografie del "Duce che trebbia" da distribuire ai contadini spagnoli.
La propaganda anticomunista continuò fino al 1940; oltre ai consueti stru-
menti pubblicistici, furono realizzate due collane di pubblicazioni edite da Le Mon-
nier e Bocca e rinvigorita l'intesa con il Centro di Studi Anticomunisti, al quale
fu offerto un servizio quotidiano di informazioni per la stampa italiana ed estera.
,
(21) AUSSME, carteggio Commissione Suprema di Difesa, registro F9, busta 45/2, relazioni
sugli organi di propaganda.

