Page 312 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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294 NICOLA DELLA VOLPE
1935-1940. Il periodo delle guerre, i conflitti in Etiopia e in Spagna, trovò am-
pio consenso nelle masse. Anche perché le campagne, in un primo tempo, portaro-
no imprevisti benefici economici nelle case degli italiani. Le guerre, infatti, concedevano
ai militari assegni speciali consistenti, indennità varie, sussidi, pensioni, e aprivano
prospettive di lavoro.
I documenti più significativi di tali aspetti li troviamo nelle relazioni del-
la censura epistolare; fu rilevato dalle lettere dirette ai combattenti, infatti, co-
me molti familiari e congiunti esortassero i soldati a restare sui fronti esteri,
affinché essi potessero usufruire dei benefici economici e delle rimesse di da-
naro. Nonostante alcuni preoccupanti episodi di proteste per i richiami in oc-
casione della mobilitazione, e pericolosi fenomeni di autolesionismo (25), i militari
avevano alla fine ben accettato il conflitto, ed erano disponibili alle richieste
avanzate dai congiunti.
Essi, inoltre, venivano sollecitati a guardarsi intorno per esplorare possibi-
lità di lavoro, in modo da trovare al termine del conflitto una dignitosa siste-
mazione nelle Colonie (26). Questo perché in Italia si affacciavano i primi segnali
di caro vita e disoccupazione, specialmente nelle regioni meridionali, e cresce-
vano le preoccupazioni per il domani. Tanto che la notizia della chiusura degli
arruolamenti per la Spagna causò, nel 1937, "forti preoccupazioni negli animi
dei disoccupati", come ebbero ad annotare gli organi della censura (27).
La relativa brevità della guerra in Etiopia e il successo delle armi non solo
consolidarono all'interno del Paese il crescente mito della nazione armata, ma
a livello internazionale screditarono oppositori del regime, critici militari che
avevano dileggiato le capacità belliche degli italiani, e la stampa estera che ave-
va tenuto all'inizio delle operazioni atteggiamenti ostili all'iniziativa italiana (28).
(25) Nel settembre 1935, circa 300 militari risultarono condannati per episodi di auto-
lesionismo; il fenomeno rientrò subito, poiché fu disposto che gli autolesionisti partissero co-
munque per l'Etiopia e che la condanna fosse differita al termine della campagna. In tal modo,
non aveva più senso correre il rischio di un processo e di una condanna per non essere inviati
in Africa.
(26) AUSSME, carteggio Sussidiario AOI, registro DI, buste 149 e 167; e, inoltre,
carteggio Sussidiario Corpi d'Armata, registro D5, busta 22.
(27) AUSSME, carteggio Oltremare Spagna, Gabinetto Guerra, registro F9, busta 35.
Vedasi anche carteggio del Corpo Truppe Volontarie, buste 112 e 117, notiziari Uffici I.
(28) Non è il caso di ricordare le lunghe e sterili polemiche comparse sulla stampa, con-
temporanea e postuma, relative all'uso dci gas da parte italiana e dell'uso delle pallottole
dum-dum utilizzate dagli etiopi, usi entrambi denunciati alla Società delle Nazioni.

