Page 312 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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                 1935-1940. Il  periodo delle guerre, i conflitti in  Etiopia e in Spagna, trovò am-
             pio consenso nelle masse. Anche perché le campagne, in  un primo tempo, portaro-
             no imprevisti benefici economici nelle case degli italiani. Le guerre, infatti, concedevano
             ai  militari assegni  speciali  consistenti,  indennità varie,  sussidi,  pensioni, e aprivano
             prospettive di  lavoro.
                I  documenti  più  significativi  di  tali  aspetti  li  troviamo  nelle  relazioni  del-
             la censura epistolare; fu  rilevato dalle lettere dirette ai  combattenti, infatti, co-
             me  molti  familiari  e  congiunti  esortassero  i  soldati  a  restare  sui  fronti  esteri,
             affinché  essi  potessero usufruire  dei  benefici  economici e  delle  rimesse  di  da-
             naro. Nonostante alcuni  preoccupanti episodi di  proteste per i richiami in  oc-
             casione della mobilitazione, e pericolosi fenomeni di autolesionismo (25), i militari
             avevano  alla  fine  ben  accettato  il  conflitto,  ed  erano  disponibili  alle  richieste
             avanzate  dai  congiunti.
                Essi,  inoltre,  venivano  sollecitati  a  guardarsi  intorno  per esplorare  possibi-
             lità  di  lavoro,  in  modo  da  trovare  al  termine  del  conflitto  una  dignitosa  siste-
             mazione nelle Colonie (26).  Questo perché in Italia si  affacciavano i primi segnali
             di  caro  vita  e  disoccupazione,  specialmente  nelle  regioni  meridionali,  e  cresce-
             vano  le  preoccupazioni  per il  domani.  Tanto  che  la  notizia della  chiusura degli
             arruolamenti  per la  Spagna causò,  nel  1937, "forti  preoccupazioni  negli  animi
             dei  disoccupati", come ebbero ad  annotare gli  organi  della censura (27).
                La  relativa  brevità della  guerra  in  Etiopia  e  il  successo  delle  armi  non solo
             consolidarono all'interno del  Paese  il  crescente  mito della nazione  armata,  ma
             a  livello  internazionale  screditarono  oppositori  del  regime,  critici  militari  che
             avevano dileggiato le  capacità belliche degli italiani, e la stampa estera che ave-
             va tenuto all'inizio delle operazioni atteggiamenti ostili all'iniziativa italiana (28).



                 (25)  Nel  settembre  1935, circa  300  militari  risultarono  condannati  per  episodi  di  auto-
             lesionismo;  il  fenomeno  rientrò subito, poiché  fu  disposto che gli  autolesionisti partissero co-
             munque per l'Etiopia e che la condanna fosse  differita al  termine della campagna. In tal  modo,
             non aveva  più senso correre il  rischio di  un  processo e di  una condanna per non essere inviati
             in Africa.
                 (26)  AUSSME,  carteggio  Sussidiario  AOI,  registro  DI,  buste  149  e  167;  e,  inoltre,
             carteggio  Sussidiario  Corpi  d'Armata,  registro  D5,  busta  22.
                 (27)  AUSSME,  carteggio  Oltremare  Spagna,  Gabinetto  Guerra,  registro  F9,  busta  35.
             Vedasi  anche  carteggio del  Corpo Truppe Volontarie,  buste  112 e  117,  notiziari  Uffici  I.
                 (28)  Non è il  caso di ricordare le  lunghe e sterili polemiche comparse sulla stampa, con-
             temporanea  e  postuma,  relative  all'uso  dci  gas  da  parte  italiana  e  dell'uso  delle  pallottole
             dum-dum  utilizzate  dagli  etiopi, usi  entrambi denunciati  alla  Società delle  Nazioni.
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