Page 308 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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                 Ricordiamo,  brevemente,  cosa  fu  fatto  dalla  propaganda sul  campo,  in  Africa,
             in Spagna e successivamente in Albania.

                 I  conflitti  portarono  soprattutto  ad  una  guerra  propagandistica  nel  campo
             dell'informazione, cui partecipò, questa volta,  anche l'autorità militare.
                Ad  Asmara,  il  l°  settembre  1935,  fu  costituito  l'Ufficio  Stampa  per  l'Africa
             Orientale,  diretto  dal  senatore Antonio  Casertano,  integrato da  un servizio  foto
             - cinematografico.  Le  corrispondenze di  guerra  passavano  però attraverso il  va-
             glio  degli  ufficiali  addetti  stampa  dei  comandi  militari,  e  ciò  non  piaceva  a  Ca-
             sertano, che provocò inutilmente un  intervento del  Duce.
                 Inoltre, con il  progredire delle operazioni e l'istituzione ad Adigrat di una ba-
             se  avanzata  dell'Ufficio  Stampa,  il  Comando  Superiore Africa  Orientale  ribadì
             norme e restrizione imposte  a giornalisti  e corrispondenze.  Esse,  sostanzialmen-
             te,  imponevano  un  completo controllo della  stampa,  che  poteva diffondere  sol-
             tanto  le  informazioni  contenute  nel  notiziario  compilato  per  il  Ministero  della
             Stampa e  Propaganda;  e tutte le  corrispondenze  dovevano  essere  sottoposte alla
             preventiva censura prima dell'Ufficio Informazioni locale, e poi a quello di Asma-
             ra.  L'avvicendamento  di  De  Bono  con  Badoglio  portò  ad  un  allentamento  delle
             maglie  della censura,  perché  Badoglio cedette  a  pressioni  e  sollecitazioni  dei  di-
             casteri della  Guerra e della Stampa e  Propaganda.
                 La  situazione  della  stampa  in  Spagna  risultò  ancora  più  complicata;  lì,  in-
             fatti,  agivano  l'Ufficio  Stampa  del  Corpo  Truppe  Volontarie,  l'Ufficio  Stampa
             dell'Ambasciata  in  Salamanca,  l'Ufficio  Stam{Ja  Italiano  di  Santander.  Una  si-
             tuazione  aggravata  dalla  dipendenza  degli  uffici  da  tre  dicasteri  diversi,  Guer-
             ra,  Esteri  e  Stampa  e  Propaganda.  Con  quali  riflessi  e  interferenze,  e  liti,  è
             immaginabile. Alla fine,  prevalse sulle corrispondenze l'autorità dell'ufficio mi-
             litare,  che  riuscì  a  pilotare  e  coordinare  l'attività  dei  giornalisti  e  delle  corri-
             spondenze di guerra.  In Spagna fu  pubblicato anche un apposito giornale per le
             truppe italiane, "El Legionario", che però non ebbe alti indici di gradimento fra
             le  truppe,  in  verità  p~co sensibili  alla  bagarre  propagandistica sviluppata sulla
             stampa militare e non.
                 L'occupazione dell'Albania non portò a particolari azioni propagandistiche, se
             non la  consueta battaglia pubblicistica tra gli  Stati,  anche perché gli  albanesi  ac-
             cettarono  di  buon  grado  la  repentina  annessione  all'Italia,  nella  speranza  di  un
             miglioramento economico delle misere condizioni in cui  versavano.
                 Una  annotazione  al  termine  di  queste  brevi  note;  al  di  là  delle  feroci  cam-
             pagne  politiche  e  ideologiche  sviluppate  attraverso  la  stampa,  negli  anni  dal
             1935  ai  primi  del  1940, e gli odi che venivano fomentati  ovunque nelle  masse,
             la  ragion  di  Stato  richiedeva  ben  altri  comportamenti  nel  segreto  dei  palazzi.
             Tanto  per fare  esempi,  allo  scoppio  della  guerra italo-etiopica, la  flotta  inglese
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