Page 310 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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292 NICOLA DELLA VOLPE
Conferenze sullo Stato Fascista. La parola degli uomini del Regime è deter-
minante per una maggiore consapevolezza e partecipazione dei militari allo
Stato Fascista;
Canti corali. L'inno "Giovinezza" è il canto che accompagna ogni unità in
marcia. Meritevole di attenzione per le tradizioni e la memoria è il canto la
"Leggenda del Piave". Attenzione però: quando esso viene cantato bisogna
sostituire le parole "tradimento" con "fosco evento" e "onta consumata a
Caporetto" con "poiché il nemico irruppe a Caporetto";
Stile militare fascista. Oratori e scrittori hanno il loro vangelo da diffondere,
ovvero la parola del Duce incisiva e vibrante;
Discorso del Duce a Cuneo. Un programma di vita da tenere sempre presente,
perché è illuminante per i Quadri;
Addestramento s!Jortivo nell'Esercito. L'addestramento ginnico della gioventù
fascista non deve generare campioni, ma plasmare guerrieri in modo uniforme,
con criteri di eguaglianza;
Simboli. Sono segni imprescindibili e insostituibili dell'animo fascista il ritratto
del Duce, la parola del Duce, il saluto alla voce.
Questo aspetto della politica perseguita dal Baistrocchi nelle caserme fece in
seguito dimenticare ai suoi critici i meriti avuti, perché fu egli ad avviare quei
programmi di ammodernamento e potenziamento dello strumento militare, che
avrebbero, quanto meno, reso le forze armate italiane paragona bili agli altri eser-
citi europei e credibili all' estero. Se poi i programmi di meccanizzazione e degli
armamenti non furono portati a termini, le cause vanno ricercate altrove.
E, infine, in ultima analisi, per quanto attiene alle accuse di politicizzazione
che gli furono rivolte, non si può ignorare che egli di fatto si rivolgeva ad un
esercito disponibile, o meglio colloquiava con un uditorio già convinto, per le
attenzioni ed i benefici che aveva ricevuto e che lo gratificavano.
Le guerre e le vittorie, poi, consacrarono il ruolo primario dei militari nella
Nazione Armata: mai essi avevano ricevuto tanta riconoscenza ed erano stati
vestiti di tanta dignità.
Ma guerre e vittorie ebbero peso definitivo anche nel Paese, su quelle masse
che rappresentavano l'altra faccia della Nazione Armata. Un peso che ebbe anco-
ra più riscontri sull'unanime consenso al fascismo e al suo capo.
Stesse reazioni, infatti, ebbero non solo i militari, ma anche i civili di fron-
te alle guerre e alla loro propaganda. Per comodità di lettura separerò il con-
senso in tre periodi, quello della preparazione (1925-1935), quello delle guerre
del ventennio (1935-1940), quello della seconda guerra mondiale (1940-1943),
e accomunerò nell'analisi militari e civili (ovviamente spazio e tempo non mi
consentono approfondite analisi separate del fenomeno).

