Page 310 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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                Conferenze  sullo  Stato  Fascista.  La  parola  degli  uomini  del  Regime  è  deter-
                minante  per  una  maggiore  consapevolezza  e  partecipazione  dei  militari  allo
                Stato Fascista;
                Canti corali.  L'inno  "Giovinezza"  è  il  canto  che accompagna  ogni  unità  in
                marcia. Meritevole di  attenzione per le tradizioni e la memoria è il  canto la
                "Leggenda del  Piave".  Attenzione  però:  quando esso  viene  cantato bisogna
                sostituire  le  parole  "tradimento"  con  "fosco  evento"  e  "onta  consumata  a
                Caporetto" con "poiché il  nemico  irruppe a  Caporetto";
                Stile militare fascista.  Oratori e scrittori hanno il  loro vangelo da diffondere,
                ovvero la  parola del  Duce incisiva e vibrante;
                Discorso del Duce a Cuneo.  Un  programma di  vita da tenere sempre presente,
                perché è illuminante per i Quadri;
                Addestramento s!Jortivo  nell'Esercito.  L'addestramento  ginnico  della  gioventù
                fascista  non deve generare campioni, ma  plasmare guerrieri in modo uniforme,
                con criteri  di  eguaglianza;
                Simboli.  Sono segni imprescindibili  e insostituibili  dell'animo fascista  il  ritratto
                del  Duce, la parola del  Duce, il  saluto alla voce.
                Questo aspetto della politica perseguita dal  Baistrocchi nelle caserme fece  in
             seguito  dimenticare  ai  suoi  critici  i meriti  avuti,  perché  fu  egli  ad  avviare  quei
             programmi di  ammodernamento e potenziamento dello strumento militare, che
             avrebbero, quanto meno, reso le  forze armate italiane paragona bili agli altri eser-
             citi  europei e credibili all' estero. Se  poi  i programmi di  meccanizzazione e  degli
             armamenti non furono portati a termini, le  cause  vanno ricercate altrove.
                E,  infine, in ultima analisi,  per quanto attiene alle accuse  di  politicizzazione
             che  gli  furono  rivolte,  non  si  può  ignorare  che  egli  di  fatto  si  rivolgeva  ad  un
             esercito  disponibile,  o  meglio  colloquiava  con  un  uditorio già  convinto,  per le
             attenzioni ed i benefici che aveva ricevuto e che lo gratificavano.
                Le  guerre e  le  vittorie,  poi,  consacrarono il  ruolo  primario dei  militari  nella
             Nazione  Armata:  mai  essi  avevano  ricevuto  tanta  riconoscenza  ed  erano  stati
             vestiti  di  tanta  dignità.

                Ma guerre  e vittorie ebbero peso  definitivo anche  nel  Paese,  su  quelle masse
             che rappresentavano l'altra faccia  della Nazione Armata.  Un  peso che ebbe anco-
             ra  più  riscontri sull'unanime consenso al  fascismo  e al  suo capo.
                Stesse  reazioni,  infatti, ebbero non solo i militari, ma  anche i civili  di  fron-
             te  alle  guerre  e  alla  loro  propaganda.  Per  comodità  di  lettura separerò il  con-
             senso in tre periodi, quello della preparazione (1925-1935), quello delle guerre
             del ventennio (1935-1940), quello della seconda guerra mondiale (1940-1943),
             e  accomunerò  nell'analisi  militari  e  civili  (ovviamente  spazio  e  tempo  non  mi
             consentono approfondite analisi  separate del  fenomeno).
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