Page 301 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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LA PROPAGANDA DELLA NAZIONE ARMATA 283
a sviluppare un'intensa e multiforme attività di carattere educativo e ginnico-
sportiva, soltanto orientata verso il militare. La Reichswehr si limitava a co-
gliere i frutti di tale preparazione fisica e "spirituale" senza interferire negli
ordinamenti scolastici; le organizzazioni. giovanili del Reich, poi, completava-
no la preparazione orientando i giovani alle fatiche agresti, all'attività all'aria
aperta, ai viaggi, alla vita avventurosa, ad un regime fisico forte e rude. In de-
finitiva, si abituavano i cittadini alla fatica fisica, agli imprevisti, allo spirito
d'iniziativa, e a tutto quanto potesse tornare utile al cittadino soldato.
Grazioli, però, riconosceva allo stesso tempo che i tedeschi avevano già "co-
stume disciplinare proprio" ed erano imbevuti di "dovere" (16). In buona sostan-
za, la Germania era già in pectore e moralmente una nazione militar mente disponibile,
pronta a trasformarsi in una nazione armata.
Il ruolo dei militari
Vediamo ora, molto sommariamente, quale ruolo giocarono le Forze Armate
nella preparazione, morale, culturale e pratica del cittadino soldato, e in partico-
lare l'Esercito che, dopo la Milizia, ebbe il compito di fiancheggiare e sostenere
gli obiettivi educativi del Regime e di partecipare, a tale scopo e in parte, alle at-
tività di propaganda nel Paese.
Ricordiamo che il vertice militare era inserito 'nella Commissione Suprema di
Difesa, e pertanto a livello direttivo ed organizzativo partecipava alle sessioni del-
la commissione. All'interno di ciascuna Forza Armata scarse furono le attività di
propaganda in tempo di pace, anche perché dopo la grande guerra tutta l'orga-
nizzazione propagandistica e assistenziale delle forze armate era stata sciolta.
Negli anni Venti, compiti di recensione della stampa ai fini militari furono af-
fidati in un primo momento all'Ufficio Situazione dello Stato Maggiore, attività
che fu ben presto assorbita dal Servizio Informazioni Militari.
Agli Uffici Storici, ed in particolare all'Ufficio Storico dello Stato Maggiore
dell'Esercito, fu affidata la "propaganda culturale". Essa si rivelò però attività di
scarso rilievo, perché limitata a cerimonie celebrative e commemorative delle guer-
re del passato; da ricordare, inoltre, che nel 1925 fu realizzata, con l'Associazio-
ne Nazionale Combattenti, la Mostra del libro di guerra. Inoltre, l'Ufficio Storico
dell'Esercito pubblicò a partire dal 1932, una serie di monografie, che narrava-
no le gesta più eroiche e ricordavano le unità più gloriose della grande guerra.
Pari attività editoriale svolgevano gli altri uffici storici di Forza Armata.
(16) AUSSME, carteggio Commissione Suprema di Difesa, registro F9, busta 5.

