Page 345 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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L'OPINIONE PUBBLICA  ITALIANA  E LO  SCOPPIO DELLA  GUERRA             327


       cui  erano pervasi i cittadini pensando alla probabilità di  una guerra" (11),  Il  Patto
       d'acciaio,  accolto  con  ostilità  praticamente  "da  tutti",  sempre  a  giudicare  dalle
       relazioni dei  fiduciari (12),  ha  scatenato  una  ondata  di  "ribrezzo e  ostilità"  verso
       la  Germania (13),  Neutralismo, in caso di guerra, e posizioni antitedesche pott'eb-
       bel'o  fondersi  in  un  unico  sentimento,  con  ipotizzabili  conseguenze  dirompenti
       per l'integrità dello stesso  regime.
           Dinanzi ad un simile scenario, il capofila del partito antitedesco, Ciano, ha pitl
       volte  incontrato  Bocchini  invitandolo  "a mandare  al  Capo  rapporti  veri  sulla  si-
       tuazione", nella speranza che l'opinione degli  italiani possa convincere il  duce ad
       evitare l'ingresso del  Paese  nell'imminente conflitto.  Il  capo della polizia descrive
       un  quadro  preoccupante:  "è  arrivato  a  dirmi"  aggiunge  il  ministro  degli  Esteri
       "che in caso di sommossa a carattere neutrali sta, carabinieri e agenti di  polizia fa-
       rebbero causa comune col  popolo" (14).  Bocchini  ordina quindi a Leto di  attivare
       la  rete dell'Ovra, orientando la  per conoscere "lo stato della pubblica opinione nei
       confronti del  fattore  guerra  ( ... )";  aggiunge  il  solerte funzionario  incaricato,  rife-
       rendosi al capo della  polizia:  "Mi ordinò anche di  assicurare tutti che le  relazioni
       sarebbero  rimaste  assolutamente  segrete  per  modo  che  ognuno  potesse  scrivere
       con piena libertà", I rapporti giungono quindi "analitici, sereni, brutalmente fran-
       chi" (15).  Il  capo dell'Ovra  riassume i contenuti dei  rapporti  in  una lunga  relazio-
       ne, che viene inviata alla fine dell'agosto 1939 a Bocchini. Questi, prima di incontrare
       il  duce,  convoca i capi  delle  dieci  zone  Ovra per avere  da loro un giudizio defi-
       nitivo  circa il  contenuto dello scritto,  che  viene  da tutti confermato (16).  Bocchi-
       ni  si  reca  quindi  a  Palazzo  Venezia,  in  uno dci  soliti  rapporti  mattutini  al  capo
       del  Governo (17).  Scrive  ancora Leto, sull'incontro tra Mussolini e il  suo Fouché:




           (11)  Guido Leto, cit.,  p.  203-204.
           (12)  "Questo disgusto" scriveva un fiduciario della questura di  Milano il  29 maggio  1939
       in  merito alla firma  del  Patto d'Acciaio appena siglato con  la  Germania "è apertamente  mani-
       festo  non solo  nel  popolo,  ma  dagli  stessi fascisti  e Sansepolcristi"  (Simona  Colarizi,  L'opinione
       degli  italiani ... , cit.,  p.  298).
           (13)  Ibidem,  p.  299
           (14)  Galeazzo Ciano, Diario 1937-1943 (a cura di Renzo Dc Felice), Rizzoli, Milano, 1990,
       p.338.
           (15)  Guido Leto, cit.,  p.  204.
           (16)  La  relazione  Leto  risulta,  allo stato  attuale,  introvabile  negli  archivi.
           (17)  "( ... )  La  mattinata  lavorativa  del  duce  si  inaugura  proprio con  l'udienza  quotidiana
       del  Comandante dei  RR.CC.,  dci  capo della  polizia  e di  quello clell'OVRA,  nonché  clcI  segre-
       tario  del  PNF.  ( ... ) L'importanza che  il  cluce  e  il  regime  annettono a  questo sondaggio  conti-
       mio dell'opinione, è indisclltibile ( ... )" (Simona Colarizi, L'opillione degli italiani ... , cit., p.  22).
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