Page 348 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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             in  un  rapporto da  Gorizia,  dal  quale  emerge  peraltro  uno  stato  d'animo  tutto
            ex-asburgico e confinario della città isontina:  "noi non abbiamo ragione alcuna
             per seguirli. Anzi,  i tedeschi sono quelli che  minacciano il  mondo e  minacciano
             anche  noi,  con la  loro spinta  verso  le  regioni  ex austriache" (28).
                Il  2  settembre  1939, Ciano annota sul  suo diario che,  mentre Mussolini non
             è affatto contento della non belligeranza,  "Gli italiani, invece, sono nell'assoluta
             totalità felici  delle decisioni che sono state prese" (29).  L'annuncio ha rafforzato le
             correnti  antinterventiste  e  antitedesche,  queste  ultime  guidate  da  Ciano,  Bottai,
             Federzoni,  Balbo  e  altri (30).  Al  contempo, s'indeboliscono i  germanofili,  rappre-
             sentati da personaggi di certo non amati come Farinacci, Starace e il  gruppo coa-
             gulatosi  attorno al  quotidiano  ultraestremista "Il Tevere"  (ribattezzato da Ciano,
             "L' 01'0  del  Reno") (31).  Nei palazzi  del  regime si  assiste all'ennesimo cambio della
             guardia  tra  le  diverse  componenti,  al  cospetto  di  un  Mussolini  apparentemente
             impotente, roso dai dubbi, e disgustato dagli italiani e dalle scene di pacifismo che
             si  stanno diffondendo nel Paese.  I rapporti della polizia politica si susseguono in-
             fatti  accentuando  sempre  di  più  la  tendenza  neutralista  e  antitedesca.  Talvolta
             non ci  si  fa  illusioni, come nel caso degli  operai di  Carrara - permeati dal  tradi-
             zionale  pensiero  libertario e  pacifista -, per i  quali  la guerra sarà inevitabile, ed
             è stata soltanto procrastinata da Mussolini per questioni economiche e militari (32).
             Il  più  delle  volte,  dinanzi  ai  rapidi  successi  militari  tedeschi  in  Polonia,  l'entu-
             siasmo  verso  le scelte  del  regime sta  lasciando il  passo a  una diffusa  incertezza:



                (28)  Rapporto  dcll'agcnte  poI.  poI.  440,  Gorizia,  3  settembre  1939,  in:  Acs,  Ministero
             dell'Intcrno, Direzionc Gcnerale di  Pubblica Sicurezza, Divisionc Polizia  Politica  (1927-1944),
             Fascicoli  per materia,  Busta 234, Fase.  2.
                (29)  Galeazzo Ciano, cit.,  p.  341. A proposito della  posizionc di Mussolini  nci  mesi  della
             non bclligeranza,  De  Felice  ha scritto:  "Tutte le  fonti  memorialistiche  relative  ai  mcsi  del  'non
             intcrvento' c soprattutto i diari di  Ciano e di  Bottai  tcstimoniano unanimementc un pressoché
             continuo e cresccntc  stato di  irritazionc,  con  puntc di  vera  e  propria  ira  o  di  frustrazione,  di
             Mussolini, un suo quasi inintcrrotto arrovcllio c una sua ricorrcntc polemica, intcriorc, ma non
             di  rado anche manifesta, contro i neutralisti ad oltranza, i pacifisti e coloro che non compren-
             devano l'ineluttabilità dell'intervcnto  italiano  ( ... )"  (Renzo  De  Felice, Mussolini il duce ... , cit.,
             p.  686).  "È umiliante  stare con  lc  mani  in  mano  mentre gli  altri  scrivono  la  storia, "  avrebbe
             detto Mussolini al  gcncro  nell'aprilc  1940, ribadcndo il  suo totale disprezzo per il  popolo ita-
             liano:  "Per fare  grande  un  popolo  bisogna  portarlo  al  combattimcnto  magari  a calci  in  culo"
             (Galcazzo Ciano, cit.,  p.  418).
                (30)  Renzo  Dc  Felice, Mussolini il duce ... , cit.,  p.  701.
                (31)  Galeazzo Ciano, cit.,  p.  346.
                (32)  Rapporto  dci  fiduciario  Ovra  46,  Appuania,  3  settembrc  1939,  in:  Acs,  Ministero
             dcll'Interno, Direzione Generale di  Pubblica Sicurczza,  Divisione  Polizia Politica (1927-1944),
             Fascicoli  per materia,  Busta 234, Fasc.  5.
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