Page 351 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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L'OPINIONE PUBBLICA ITALIANA E LO SCOPPIO DELLA GUERRA 333
come annota Bottai riferendosi ai titoli di alcuni giornali (a cominciare dal "Mes-
saggero") degli inizi di settembre (45); la situazione generale internazionale, come
annota Leto, con l'aggressione sovietica della Polonia orientale (17 settembre) e
l'attacco delle truppe di Stalin alla Finlandia (30 novembre), de facto riduce qual-
siasi attività delle cellule comuniste clandestine (46), generando problemi persino
nella dirigenza estera del Partito socialista (47); le iniziative dell'area comunista re-
stano quindi limitate a qualche volantino dai titoli eloquenti (tipo, 'TUrss non si
tocca"), dove l'attacco sovietico viene interpretato (peraltro in maniera trotzky-
sta, e questo suggerisce la natura autonoma delle iniziative) come un'esportazio-
ne della rivoluzione "degli operai e dei contadini" (48). "l comunisti", ha scritto
Emilio Gentile, "giustificarono ed esaltarono il Patto di Mosca come un contri-
buto alla pace, e rigettarono la responsabilità della guerra sull'imperialismo delle
democrazie occidentali, mentre gli attacchi al fascismo e al nazismo rimasero in
sordina fino all' aggressione nazista contro l'Unione Sovietica il 22 giugno 1941" (49).
Secondo il capo dell'Ovra, gli altri gruppi dell'antifascismo, come ad esem-
pio quei gl'llppi "mazziniani" di Firenze sopra citati, stanno assumendo un atteg-
giamento ambiguo: "Gli oppositori al regime fascista, quelli che vivevano in
Italia, piì\ o meno sottovoce, auspicavano alla guerra perché, fedeli alla vecchia
convinzione, speravano soltanto dalla guerra l'abbattimento del regime fascista" (50).
(45) "Per la prima volta un giornale ha, questa mane, a proposito del patto nazisovieti-
co, rivendicato a Mussolini l'iniziativa di un patto d'amicizia tra l'Italia Fascista e Russia bol-
scevica, quindi, si sottintendeva nello scritto, tra Fascismo e Bolscevismo" (Giuseppe Bottai,
cit., p. 158).
(46) Guido Leto, cit., p. 208. Peraltro, come fa rilevare Simona Colarizi, la guerra rus-
so-finlandese crea un problema anche all'interno del Partito fascista, con le correnti "iperfa-
sciste" degli studenti universitari che solidarizzano con Mannerheim e il popolo finlandese,
evocando una crociata antibolscevica in netta collisione con il disegno politico-strategico
dell'alleato tedesco: "I più ostili sono i giovani e gli studenti, che spinti da vivo sentimento
fascista antibolscevico, specialmente dopo il conflitto russo-finlandese, hanno scorto nella
Germania l'alleato di un bolscevismo dilagante in Europa" (Simona Colarizi, L'opinione de-
gli italiani ... , cit., p. 307).
(47) Leonardo Rapone, I fronti pOIJolari e la guerra (1934-1943), in: Storia del socialismo
italiano, a cura di Giovanni Sabbatucci, Il Poligono editore, Roma, 1981, p. 379 e segg.
(48) "L'Urss non si tocca", volantino rinvenuto a Milano allegato a Ministero dell'Inter-
no, nota autografa del 27 febbraio 1940, in: Acs, Ministero dell'Interno, Direzione Generale
di Pubblica Sicurezza, ~at. F l, Busta 92.
(49) Emilio Gentile, Fascismo e antifascismo. I partiti italiani fra le due guerre, Felice Le
Monnier, Firenze, 2000, p. 384.
(50) Guido Leto, cit., p. 208.

