Page 356 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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risultati del primo reale "scontro diretto" tra alleati e tedeschi, a tutto favore di
questi ultimi: "Il pubblico in genere, ma più militare e marinaro, fa molti elogi
del valore tedesco e della preparazione tedesca, soprattutto. Si afferma che il sol-
dato tedesco può considerarsi il primo del mondo, perché sostenuto da perfetti
servizi logistici e organizzativi che noi non possiamo vantare eguali ( ... ). È vera-
mente meraviglioso, dicono molti, ciò che i tedeschi hanno saputo fare in pochi
giorni, in territorio straniero e ostile, su strade e regioni sconosciute. E qui ave-
vano di fronte un vero nemico, preparato - gli alleati -, non si trattava dei po-
lacchi disorganizzati" (67). Comincia a farsi strada tra la gente, l'idea - per il momento
minoritaria - di approfittare dell'occasione per regolare i conti con antichi av-
versari regionali: è il caso della Jugoslavia, dove è stato da poco arrestato l'ex pre-
mier filoitaliano Milan Stojadinovié?, alla quale l'Italia potrebbe sferrare un attacco
fulmineo approfittando della guerra in Norvegia (68). Si tratta tuttavia di sporadi-
ci ragionamenti, probabilmente alimentati da esponenti locali delle correnti più
estremiste del Partito. L'Italia è nella massima parte ancora neutralista e antitede-
sca, e questo nonostante il celebre discorso di Mussolini del 21 aprile ai quadri
sindacali, tutto orientato verso l'appoggio all'iniziativa militare di Hitler (69). Pa-
volini ordina la proiezione in tutti i cinema del Paese del film propagandistico te-
desco "Sei mesi di guerra", illustrante le fulminee vittorie sulla Polonia e sulla
Danimarca e la positiva evoluzione della campagna di Norvegia. A Milano il pub-
blico insorge e fischia non appena appare sullo schermo l'immagine del FUhrer,
con conseguenti tafferugli tra fascisti e antitedeschi (70).
Un ulteriore segnale dell'inversione di tendenza dell' opinione pubblica italia-
na si ha con le notizie dell'imminente resa norvegese e, soprattutto dell'imminente
ritirata del corpo di spedizione alleato dalla penisola scandinava. Nei primissimi
giorni di maggio si susseguono numerose relazioni fiduciarie da Roma che descri-
vono una popolazione sempre più stupefatta e "ammirata" (ma implicitamente
(67) Rapporto dell'agente poI. poI. 52 "San Marco", Venezia, 28 aprile 1940, in: Acs,
Ministero dell'Interno, Direzione Generale cii Pubblica Sicurezza, Divisione Polizia Politica
(1927-1944), Fascicoli per materia, Busta 242, Fascicolo "Venezia".
(68) Notizia fiduciaria, Roma, 30 aprile 1940, in: Acs, Ministero dell'Interno, Direzione
Generale di Pubblica Sicurezza, Divisione Polizia Politica (1927-1944), Fascicoli per materia,
BuSta 241, Fase. 1.
(69) In quei giorni Mussolini dimostra una certa schizofrenia verbale, alternando discorsi
del tutto orientati verso la pace a violente arringhe belliciste e filo-Asse. Bottai, per spiegare lo
stato d'animo ciel duce in quei giorni, cita quello che Mussolini ha detto a un suo anonimo
intcrlocutore poco prima del discorso del 21 aprile: "Avete mai osservato il gatto, quanclo stu-
dia la preda e d'un balzo le è sopra. Osservate lo. lo mi propongo d'agire allo stesso modo"
(Giuseppe Bottai, cit., p. 188).
(70) Simona Colarizi, L'opinione degli italiani ... cito , p. 333.

