Page 360 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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A questo proposito vale la pena ricordare l'opinione di un agente genovese, se-
condo il quale: "l'ostracismo all'Osservatore Romano potrà portare complicazio-
ni nei nostri rapporti colla Chiesa" e "ha molto urtato ed urta il sentimento religioso
della popolazione" (88).
Altre "manifestazioni interventiste", come le chiamano i fiduciari e gli agen-
ti sul territorio, vengono organizzate nei giorni successivi in quasi tutte le prin-
cipali città del Paese. Ma a parte i "ragazzetti" di Muti, l'opinione pubblica ha
compiuto una trasformazione ancora parziale: la guerra è ineluttabile (89), ma il
sentimento antitedesco permane: "Pur riconoscendo alla Germania una audacia
e una prontezza senza precedenti nel campo diplomatico e in guerra, il più del-
la gente volge la sua simpatia verso il Belgio e l'Olanda" (90). Sui muri di Mila-
no compare una scritta, che suggerisce la percezione di un Paese ormai vincolato
senza speranza ai destini della Germania: "Evviva il Fiihrer, duce del Duce"; i
commenti captati sull'importante piazza di Milano, si dichiarano quindi "per
nulla favorevoli" alla brutale aggressione di Olanda e Lussemburgo e alla rin-
novata violazione della neutralità belga, come nel 1914 (91). Soltanto in Sarde-
gna e in alcuni centri del sud l'orientamento a favor'e dell'intervento al fianco
dei tedeschi appare più marcato (92).
(88) Rapporto dell'agente pol.pol. 589, Genova,16 maggio 1940, in: Acs, Ministero
dell'Interno, Direzione Generale di Pubblica Sicurezza, Divisione Polizia Politica (1927-1944),
Fascicoli per materia, Busta 232, Fase 1.
(89) L'ineluttabilità della guerra è presente in modo particolare nel mondo contadino,
come ricorda una bella considerazione di De Felice: "Per i contadini, data la loro ancora
predominante mentalità, la guerra si presentava però molto spesso come qualcosa di assai
simile ad una delle ricorrenti calamità naturali alle quali essi erano esposti e che non pote-
vano essere evitate, ma solo affrontate con rassegnazione e virilità" (Renzo De Felice, Mus-
salini l'alleato. I: L'Italia in guerra 1940-1943. 2. Crisi e agonia del regime, Einaudi,
Torino, 1996, p. 685).
(90) Rapporto dell'agente pol.pol. 8, Milano, 15 maggio 1940, in: Acs, Ministero dell'In-
terno, Direzione Generale di Pubblica Sicurezza, Divisione Polizia Politica (1927-1944),
Fascicoli per materia, Busta 235, Fase. 2.
(91) Rapporto dell'agente pol.pol. 531, Milano, 11 maggio 1940, in: Acs, Ministero dell'In-
terno, Direzione Generale di Pubblica Sicurezza, Divisione Polizia Politica (1927-1944), Fasci-
coli per materia, Busta 235, Fase. 2. L'agente riporta le battute che vengono fatte sulla
cosiddetta "protezione" tedesca del Lussemburgo (,'Sta attento che ti proteggo" dice la gente
in strada, sollevando il pugno verso l'interlocutore).
(92) "La grande maggioranza della popolazione si sta orientando verso la politica dell'in-
tervento", scrive l'ispettore generale di PS per la zona della Sardegna (L'Ispettore generale di
PS per la zona della Sardegna al Capo della Polizia, n. 480, Cagliari, 15 maggio 1940, in: Acs,
Ministero dell'Interno, Direzione Generale di Pubblica Sicurezza, Divisione Polizia Politica
(1927-1944), Fascicoli per materia, Busta 229, Fase. 1).

