Page 364 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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           il  valore  della  scelta dell'alleato  fatta  dal  nostro  Governo,  ha la  sensazione  che
           la guerra sarà di  breve durata" (108).  E ancora,  da Milano:  "È proprio la  speran-
           za che una guerra vittoriosa possa portare ad enormi vantaggi economici che ha
           trasformato  molte  mentalità  e  principalmente  quelle  più  riottose:  come  per
           esempio  quelle  degli  industriali e  dei  finanzieri,  che  fino  a  pochi  giorni fa  non
           vedevano altra possibilità di  benessere se non che quelle derivanti da un asservi-
           mento eterno alla sterlina" (109);  e,  per quanto riguardava il  popolo minuto, "la
           grande  maggioranza  ragiona  in  questo  modo:  se  si  deve  fare  la  guerra,  faccia-
           mola subito, ma poi basta!  CosÌ  non si  può più vivere"(llO);  in ogni  caso,  come
           scrive  un agente  da  Roma  circa la  situazione  a  Firenze  e  Genova,  per tutti  vi  è
           la  convinzione che "( ... ) la guerra sarà  di  breve  durata,  e  poco cruenta,  date le
           condizioni nelle  quali  verranno a trovarsi gli  alleati  occidentali fra  qualche  set-
           timana" (111). C'è chi parla di una "rapida fine delle ostilità" e chi, definito dall'agen-
           te "meno ottimista" (!), calcola "che la  pace s~rà conclusa prima che siano passati
           sei  mesi" (112).  Scrive ancora Leto:  "Come nell'agosto  1939 la polizia rilevò e ri-
           ferì il quasi unanime dissenso del paese verso un'avventura bellica, cosÌ nella pri-
           mavera  1940 essa segnalò il  rovesciamento  della  pubblica opinione presa da  un
           ossessionante timore di  arrivare tardi" (113).  Ormai non si  registra più una posi-
           zione  antitedesca;  tuttavia,  l'ottimismo  (e  il  fanatismo)  dell'agente  dell'Ovra  di
           Livorno, che narra di  una simpatia per la  Germania sempre più vasta,  è eccessi-
           vo (114).  La Germania non si  ama,  né si  amerà:  la  Germania, semplicemente, fa
           paura ed è meglio averla amica.



               (108)  Rapporto  dell'agente  poI.  poI.  545,  Milano,  28  maggio  1940,  in:  Acs,  Ministero
           dell'Interno,  Direzione Generale di  Pubblica Sicurezza,  Divisione Polizia  Politica  (1927-1944),
           Fascicoli  per materia, Busta  234, Fase.  4.                            •
               (109)  Rapporto  dell'agente  poI.  poI.  545,  Milano,  29  maggio  1940,  in:  Acs,  Ministero
           dell'Interno, Direzione Generale di  Pubblica Sicurezza,  Divisione Polizia Politica (1927-1944),
           Fascicoli  per materia, Busta  235, Fase.  2.
               (110)  Rapporto  dell'agente  poI.  poI.  531,  Milano,  29  maggio  1940,  in:  Acs,  Ministero
           dell'Interno, Direzione Generale di Pubblica Sicurezza,  Divisione  Polizia  Politica (1927-1944),
           Fascicoli  per materia, Busta  234, Fase.  4.
               (111)  Rapporto  dell'agente  poI.  poI.  7,  Roma,  29  maggio  1940,  in:  Acs,  Ministero
           dell'Interno, Direzione Generale di Pubblica Sicurezza, Divisione Polizia Politica (1927-1944),
           Fascicoli per materia,  Busta  232, Fase.  1.
               (112)  Rapporto  dell'agente  poI.  poI.  617,  Firenze,  7  giugno  1940,  in:  Acs,  Ministero
           dell'Interno, Direzione Generale di Pubblica Sicurezza, Divisione Polizia Politica (1927-1944),
            Fascicoli per materia,  Busta  229bis,  Fase.  2.
               (113)  Guido Leto, cit.,  p.  213.
               (114)  Rapporto  del  fiduciario  Ovra  8,  Livorno,  30  maggio  1940,  in:  Acs,  Ministero
            dell'Interno, Direzione Generale di  Pubblica Sicurezza,  Divisione Polizia  Politica (1927-1944),
            Fascicoli  per materia, Busta  234, Fase.  3.
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