Page 361 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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L'OPINIONE PUBBLICA  ITALIANA  E LO  SCOPPIO  DELLA  GUERRA            343


             Nei  discorsi  captati  dagli  agenti  e  dai  fiduciari  traspare  tutta la  preoccupa-
         zione  dinanzi  a  un'Europa  "germanizzata  ".  Si  ipotizzano  scenari  apocalittici,
         con la  Francia sconfitta,  ridotta "ad  una semplice  espressione geografica", alla
         mercé  di  un  Reich  onnipotente.  In  un  caso  del  genere,  anche  l'eventuale  in-
         gresso in  guerra al  fianco  di  Hitler,  lascerebbe ali 'Italia le briciole delle antiche
         rivendicazioni storiche, coloniali e dinastiche  (Nizza, Savoia, Corsica, Suez,  Gi-
         buti,  Biserta eccetera)  contro l'accaparramento tedesco del  più  formidabile  ba-
         cino carbonifero e minerario del pianeta (93).  In  generale, almeno nelle città del
         nord, la  prospettiva di  una Germania dominatrice su  tutta l'Europa è  a dir po-
         co inquietante.  Come  rileva  un altro  agente  milanese,  gli  atteggiamenti  antite-
          deschi  sono epidermicamente cambiati,  ma  non certo  per un  reale  mutamento
          d'opinione:  le  iniziative delle squadracce e  dei gufini, le  retate organizzate dal-
          la  squadra  politica  della  questura,  le  delazioni  compiute  da  speciali  agenti  del
          Pnf infiltrati  nelle  sedi  del  Partito  per  individuare i "fascisti antitedeschi"  han-
          no  consigliato  ai  milanesi  (e  probabilmente  anche  agli  altri  italiani)  un  atteg-
          giamento  più  prudente (94).  Ma la  sensazione è  che  la  Germania vinca e  l'Italia
          ormai  non  possa  più sottrarsi ai  "doveri" impostile dal  Patto d'acciaio.  Interes-
          sante è l'opinione su  Mussolini, captata eia  un agente,  sempre a Milano:  "Egli,
          si  dice,  si  trova in  una  situazione  insostenibile,  in  un  vicolo  cieco,  fra  la  Ger-
          mania che  pretende,  che  esige  l'entrata in  guerra dell'Italia,  ed il  Paese  che in-
          vece  non  la  vuole" (95).  Il  19  maggio  Ciano  parla a  Milano, e,  come egli  stesso
          annoterà, i suoi accenni all'eventualità dell'intervento sono accolti con notevole
          freddezza  dalla cittadinanza(96).
             Nelle  città del sud, come è già stato detto, il  clima è  più  favorevole  all'inter-
          vento al  fianco  di  Hitler:  a Messina  "non si  parla altro che  favorevole  (sic!)  alla
          Germania e contro gli  alleati" (97);  a Brindisi si  ipotizzano scenari geopolitici con




             (93)  Rapporto  dell'agente  pol.pol.  531,  Milano,  16  maggio  1940,  in:  Acs,  Ministero
          dell'Interno, Direzione Generale di Pubblica Sicurezza, Divisione Polizia Politica (1927-1944),
          Fascicoli  per materia,  Busta 235,  Fase.  2.
             (94)  Rapporto  dell'agente  pol.pol.  550,  Milano,  18  maggio  1940,  in:  Aes,  Ministero
          dell'Interno, Direzione Generale di Pubblica Sicurezza, Divisione Polizia Politica (1927-1944),
          Fascicoli  per materia,  Busta 235,  Fase.  2.
             (95)  Rapporto dell'agente pol.pol. 40, Roma, 20 maggio 1940, in: Acs, Ministero dell'In-
          terno,  Direzione  Generale  di  Pubblica  Sicurezza,  Divisione  Polizia  Politica  (1927-1944),
          Fascicoli  per  materia,  Busta  235,  Fase.  2.
             (96)  Galeazzo  Ciano, cit.,  p.  432.
             (97)  Rapporto  del  fiduciario  Ovra  8,  Messina,  18  maggio  1940,  in:  Aes,  Ministero
          dell'Interno, Direzione Generale di Pubblica Sicurezza, Divisione Polizia Politica (1927-1944),
          Fascicoli  per materia,  Busta 234,  Fase.  6.
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