Page 362 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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           un'Italia che, vittoriosa al  fianco della Germania, diventerà "dominatrice del Me-
           diterraneo" (98).  Pareri  analoghi  vengono  captati  in  altre  città  del  meridione  e  a
           Cagliari.  Si  tenga  comunque  conto,  che  talvolta  gli  stessi  fiduciari,  coinvolti
           dali' "ubriacatura interventista" tendono ad amplificare a dismisura gli umori, "pi-
           lotandoli"  verso  la  loro  causa (99).  Fatta  questa  considerazione,  traspare  comun-
           que  un'Italia  divisa  in  due  parti,  con  un  meridione  tendenzialmente  favorevole
           alle  decisioni  di  Mussolini, verso il  quale dimostra maggiore fiducia,  e è sedotto
           al  contempo da un'eventuale proiezione mediterranea  di  un intervento. coronato
           - viste  le  premesse - da  un  rapido  successo;  e  un  nord  più  disincantato,  preoc-
           cupato dalle conseguenze geopolitiche di una vittoria tedesca,  oppure dai  rovesci
           economici di  un coinvolgimento italiano,  o anche  (come  nel  caso  lombardo, ve-
           neto e  trentino)  da antiche  ruggini  antigennaniche.  A  questo  proposito,  appare
           curioso il tentativo cii  un agente clella polizia politica di Milano di descrivere una
           città "storicamente" più filogermanica  e antifrancese di  quanto si  possa immagi-
           nare, andando contro quanto affermato da numerosi suoi colleghi nello stesso pe-
           riodo:  finanche durante le "radiose giornate" del maggio 1915, secondo l'agente,
           l'interventismo  milanese  era  stato  più  rivoluzionario  che  filofrancese.  L'agente
          . non riesce a capire come mai,  nonostante questi presupposti, Milano sia ostile alla
           guerra al  fianco del Terzo Reich:  la risposta che si  dà, inquietante, è che vi  è un to-
           tale scolla mento  tra Milano e il  fascismo,  per colpa della cattiva amministrazione
           condotta dal  fascio  10cale(l00).
              Il  richiamo al  1915 è chiaramente forzato,  e sottintende l'imbarazzo dell'im-
           minente ricorrenza. Le  celebrazioni del 24 maggio si  organizzano in formato ri-
           dotto, senza troppa enfasi,  per evitare accostamenti imbarazzanti:  "Nel 1940, il
           fronte  delle  alleanze del  '15-'18 è rovesciato:  i nemici sono Francia e  Inghilter-
           ra, l'alleato è la terribile  Germania che fa  ogni giorno più paura"(101).  Nei  rap-
           porti dei  giorni seguenti manca persino il  riferimento all'altra guerra,  quasi  per
           esorcizzare  lo  spettro  dell' "innaturale"  alleanza  oppure,  forse,  quello - ancora
           più temi bile,  almeno per Mussolini - di un ennesimo "giro di walzer" (102).



               (98)  Rapporto  del  fiduciario  Ovra  3,  Brindisi,  17  maggio  1940,  in:  Acs,  Ministero
           dell'Interno, Direzione Generale di  Pubblica Sicurezza,  Divisione Polizia Politica  (1927-1944),
           Fascicoli  per materia, Busta  228, Fase.  4.
                (99)  Simona  Colarizi, L'opinione degli italiani ... , cit.,  p.  338.
               (100)  Rapporto  dell'agente  poI.  poI.  316,  Milano,  28  maggio  1940,  in:  Acs,  Ministero
           dell'Interno, Direzione Generale di  Pubblica Sicurezza, Divisione Polizia Politica  (1927-1944),
           Fascicoli  per materia,  Busta  234, Fase.  4.
               (101)  Simona  Colarizi, L'opinione degli  italiani ... , cit.,  p.  334.
               (102)  Si  vedano a questo proposito  i numerosi colloqui avuti  da Mussolini con  Bottai e
           altri  gerarchi  nei  quali  il  duce  ripeteva  ossessi va mente  che  non  avrebbe  compiuto  gli  stessi
           "tradimenti" delle  alleanze  del  governo Salandra (Giuseppe  Bottai, cit.,  p.  186).
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