Page 369 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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L'OPINIONE PUBBLICA ITALIANA E LO SCOPPIO DELLA GUERRA 351
Il 10 giugno il fiduciario dell'Ovra 30 per la zona VIII (Firenze) comunica le
sue impressioni captate tra la folla riunita intorno alle radio poste in centro dal-
le locali autorità del Partito. La ricostruzione è efficace, più cii altre, e vale la pe-
na riportarla a mo' cii esempio: "Ad una radio del centro, la folla è enorme,
l'attesa è trepida, quando si avvicina il momento che il Duce parlerà si legge sui
volti degli astanti la curiosità morbosa di sapere, mentre si odono, per l'immi-
nente parola del Duce, molte esclamazioni di soddisfazione e diversi 'finalmente'
e qualcuno dice cii stare pur sicuri che ora il Duce accomoderà tutto. In alcune
facce si legge l'attesa cii cose assai gravi. Nel momento che il Duce parla, l'atten-
zione ed il silenzio sono perfetti, ed è alla notizia che l'Italia ha dichiarato guer-
ra alle clemocrazie, che, vinto il primo momento di grandiosità dell'evento, i presenti
in maggioranza applaudono, altri commentano vivissimamente, altri ancora ri-
mangono muti come presi da una certa inquietudine; molte signore e signorine
piangono. La frase: 'ci siamo' è sulla bocca di tutti, come pure 'l'hanno voluta ...
ora la subiranno'. Qualcuno si do mancia se era proprio necessario fare questa
guerra, e se con un po' di buona volontà si poteva evitarla ( ... ). Si sente pure qual-
che frase isolata come: povera Francia! Questo è il colpo di grazia. Si nota per le
vie del centro viva animazione e genuino entusiasmo di giovani".
Sul rapporto, il fiduciario dell'Ovra aggiunge: "Quanclo il Duce rammenta la
Casa Savoia, gli applausi, anche se non generali, sono entusiastici, si grida "Viva
il Re! Via il Duce!". A matita, qualcuno, forse lo stesso autore del rapporto, ac-
cortosi dell'errore ha aggiunto la "v" cii "viva il Duce". Mai un refuso fu tanto
premonitore.

